DISTURBO DA USO DI ALCOL secondo il DSM 5: criteri diagnostici

disturbi correlati all'alcol


Criteri diagnostici


A. Un pattern problematico di uso di alcol che porta a disagio o compromissione clinicamente significativi, come manifestato da almeno due delle seguenti condizioni,
che si verificano entro un periodo di 12 mesi:

  1. L’alcol è spesso assunto in quantitativi maggiori o per un periodo più lungo di
    quanto fosse nelle intenzioni.
  2. Desiderio persistente o sforzi infruttuosi di ridurre o controllare l’uso di alcol.
  3. Una gran parte del tempo è impiegata in attività necessarie a procurarsi alcol,
    usare alcol o recuperare dai suoi effetti.
  4. Craving, o forte desiderio o spinta all’uso di alcol.
  5. Uso ricorrente di alcol, che causa un fallimento nell’adempimento dei principali
  6. obblighi di ruolo sul lavoro, a scuola, a casa.
  7. Uso continuato di alcol nonostante la presenza di persistenti o ricorrenti problemi sociali o interpersonali causati o esacerbati dagli effetti dell’alcol.
  8. Importanti attività sociali, lavorative o ricreative vengono abbandonate o ridotte
  9. a causa dell’uso di alcol.
  10. Uso ricorrente di alcol in situazioni nelle quali è fisicamente pericoloso.
  11. Uso continuato di alcol nonostante la consapevolezza di un problema persistente o ricorrente, fisico o psicologico, che è stato probabilmente causato o esacerbato dall’alcol.
  12. Tolleranza, come definita da ciascuno dei seguenti fattori:
  13. a. Un bisogno di quantità marcatamente aumentate di alcol per ottenere intossicazione o l’effetto desiderato.
  14. b. Una marcata diminuzione dell’effetto con l’uso continuato della stessa quantità di alcol.
  15. Astinenza, manifestata da ciascuno dei seguenti fattori:
  16. a. La caratteristica sindrome da astinenza da alcol (con riferimento ai Criteri A
  17. e B del set di criteri per l’astinenza da alcol, p. 585).
  18. b. L’alcol (o una sostanza strettamente correlata, come una benzodiazepina)
  19. viene assunto per attenuare o evitare sintomi di astinenza.

Specificare se:

In remissione precoce: Dopo che i criteri per il disturbo da uso di alcol sono stati in precedenza pienamente soddisfatti, nessuno dei criteri per il disturbo da uso di alcol è stato soddisfatto per almeno 3 mesi ma meno di 12 mesi (con l’eccezione del Criterio A4, “Craving, o forte desiderio o spinta all’uso di alcol”, che può essere soddisfatto).

In remissione protratta: Dopo che i criteri per il disturbo da uso di alcol sono stati in precedenza pienamente soddisfatti, nessuno dei criteri per il disturbo da uso di alcol è stato mai soddisfatto per un periodo di 12 mesi o più (con l’eccezione del Criterio A4, “Craving, o forte desiderio o spinta all’uso di alcol”, che può essere soddisfatto).

Specificare se:

In ambiente controllato: Questo specificatore aggiuntivo viene utilizzato se l’individuo si trova in un ambiente dove l’accesso all’alcol è limitato.

Codifica basata sulla gravità attuale: Nota per i codici ICD-10-CM: se vi sono anche un’intossicazione da alcol, un’astinenza da alcol o un altro disturbo mentale indotto da alcol, non usare i codici sotto indicati per disturbo da uso di alcol. Per contro, il disturbo da uso di alcol in comorbilità viene indicato nel 4° carattere del codice del disturbo indotto da alcol (si veda la nota di codifica per intossicazione da alcol, astinenza da alcol o per uno specifico disturbo mentale indotto da alcol). Per esempio, se vi sono un’intossicazione da alcol e un disturbo da uso di alcol in comorbilità, viene fornito solo il codice per intossicazione da alcol, con il 4° carattere a indicare se il disturbo da uso di alcol in comorbilità è lieve, moderato o grave: F10.129 per disturbo da uso di alcol lieve con intossicazione da alcol o F10.229 per disturbo da uso di alcol moderato o grave con intossicazione da alcol.

Specificare la gravità attuale:

305.00 (F10.10) Lieve: Presenza di 2-3 sintomi.

303.90 (F10.20) Moderata: Presenza di 4-5 sintomi.

303.90 (F10.20) Grave: Presenza di 6 o più sintomi.

Specificatori


“In ambiente controllato” si applica come ulteriore specificatore di remissione, se l’individuo è in remissione e si trova in ambiente controllato (cioè in remissione precoce in ambiente controllato o in remissione protratta in ambiente controllato). Esempi di questi ambienti sono carceri con stretta sorveglianza e dove è escluso l’uso di qualsiasi tipo di sostanza, comunità terapeutiche e unità ospedaliere chiuse.
La gravità del disturbo è basata sul numero dei criteri diagnostici manifestati. Per un dato individuo, i cambiamenti nella gravità del disturbo da uso di alcol, nel corso del tempo, sono anche il riflesso della riduzione della frequenza (per es., i giorni di uso di alcol in un mese) e/o della dose (per es., il numero standard di drink consumati in una giornata) valutata tramite il resoconto autoriferito dall’individuo, quello di altri esperti, le osservazioni del clinico e, quando funzionale, i test biologici (per es., innalzamento dei valori nei test ematici, come descritto nella sezione “Marker diagnostici” per questo disturbo).


Caratteristiche diagnostiche


Il disturbo da uso di alcol è definito da un cluster di sintomi comportamentali e fisici, che possono comprendere astinenza, tolleranza e craving. L’astinenza da alcol è caratterizzata da sintomi di astinenza che si sviluppano circa 4-12 ore dopo la riduzione dell’assunzione, successiva a una prolungata, pesante ingestione di alcol. Poiché l’astinenza da alcol può essere sgradevole e intensa, gli individui possono continuare ad assumere alcol, nonostante le conseguenze negative, spesso per evitare o per attenuare i sintomi di astinenza. Alcuni sintomi di astinenza (per es., problemi del sonno) possono persistere con intensità minore per mesi e possono contribuire alla ricaduta.
Una volta sviluppato un pattern di uso ripetitivo e intenso, gli individui con disturbo da uso di alcol possono dedicare consistenti periodi di tempo a procurarsi e consumare bevande alcoliche.
Il craving per l’alcol è indicato da un forte desiderio di bere che rende difficile pensare a qualsiasi altra cosa e che si risolve spesso nel cominciare a bere. Il rendimento scolastico e lavorativo può anche risentire dei postumi del bere o di un’attuale intossicazione a scuola o sul lavoro; la cura dei bambini e le responsabilità domestiche possono essere trascurate; si possono verificare assenze da scuola o dal lavoro correlate all’alcol. L’individuo può usare alcol in circostanze fisicamente pericolose (per es., guidando un’automobile, nuotando, utilizzando macchinari, mentre è intossicato). Infine, gli individui con un disturbo da uso di alcol possono continuare a consumare alcol nonostante siano consapevoli che il consumo continuato pone significativi problemi fisici (per es., perdita dei sensi, epatopatie), psicologici (per es., depressione), sociali o interpersonali (per es., liti violente con il coniuge mentre si è intossicati, abusi infantili).


Caratteristiche associate a supporto della diagnosi


Il disturbo da uso di alcol è spesso associato a problemi simili a quelli associati ad altre sostanze (per es., cannabis; cocaina; eroina; amfetamine; sedativi, ipnotici o ansiolitici). L’alcol può essere usato per attenuare gli effetti indesiderati di queste altre sostanze o per sostituirle quando non sono disponibili. I sintomi manifestati da problemi della condotta, depressione, ansia e insonnia frequentemente accompagnano una pesante bevuta e, a volte, la precedono.
L’assunzione ripetuta di alte dosi di alcol può colpire quasi ogni apparato organico, specialmente il tratto gastrointestinale, il sistema cardiovascolare e il sistema nervoso centrale e periferico. Gli effetti gastrointestinali comprendono gastrite, ulcera gastrica o duodenale e, in circa il 15% degli individui che consumano alcol in modo pesante, cirrosi epatica e pancreatite. Vi è anche un aumento del tasso di cancro dell’esofago, dello stomaco e di altre parti del tratto gastrointestinale. Una delle condizioni più comunemente associate è l’ipertensione di grado lieve. La cardiomiopatia e le altre miopatie sono meno comuni, ma si verificano con tasso aumentato tra chi beve in modo
molto pesante. Questi fattori, insieme ad aumenti marcati dei livelli di trigliceridi e di lipoproteine del colesterolo a bassa densità, contribuiscono a un elevato rischio di cardiopatia. Le neuropatie periferiche possono essere evidenziate da debolezza muscolare, parestesie e diminuzione della sensibilità periferica. Effetti più persistenti sul sistema nervoso centrale comprendono deficit cognitivi, grave compromissione della memoria e modificazioni degenerative del cervelletto. Questi danni sono correlati agli effetti diretti dell’alcol o del trauma e a deficienze vitaminiche (particolarmente delle vitamine B, compresa la tiamina). Un effetto devastante sul sistema nervoso centrale è il relativamente raro disturbo amnestico persistente indotto da alcol o sindrome di Wernicke-Korsakoff, nel quale la capacità di codificare nuovi ricordi è gravemente compromessa. Questa condizione sarà ora descritta all’interno del capitolo “Disturbi neurocognitivi” e sarà definita un disturbo neurocognitivo indotto da sostanze/farmaci.
Il disturbo da uso di alcol è un importante contributo al rischio di suicidio durante un’intossicazione grave e nel contesto di un disturbo depressivo o bipolare temporaneo indotto da alcol. Vi è un aumento del tasso di comportamento suicidario così come di suicidi portati a termine tra gli individui con questo disturbo.


Prevalenza


Il disturbo da uso di alcol è un disturbo comune. Negli Stati Uniti, la prevalenza a 12 mesi per il disturbo da uso di alcol è stimata al 4,6% negli individui tra i 12 e i 17 anni e all’8,5% fra gli adulti di 18 anni e più. I tassi di questo disturbo sono maggiori tra i maschi adulti (12,4%) rispetto alle femmine adulte (4,9%). La prevalenza a 12 mesi del disturbo da uso di alcol fra gli adulti diminuisce nella mezza età, mentre la più alta è fra gli individui tra i 18 e i 29 anni (16,2%) e la più bassa fra gli individui che hanno 65 anni o più (1,5%).
La prevalenza a 12 mesi varia in modo marcato nella popolazione degli Stati Uniti, a seconda della razza e dei sottogruppi etnici. Tra 12 e 17 anni, i tassi sono più alti tra ispanici (6,0%), nativi americani e nativi dell’Alaska (5,7%), rispetto a bianchi (5,0%), afroamericani (1,8%), asiaticoamericani e isolani del Pacifico (1,6%). Per contro, fra gli adulti, la prevalenza del disturbo da uso di alcol a 12 mesi è chiaramente maggiore fra nativi americani e nativi dell’Alaska (12,1%) rispetto a bianchi (8,9%), ispanici (7,9%), afroamericani (6,9%), asiaticoamericani e isolani del Pacifico (4,5%).


Sviluppo e decorso


È molto probabile che il primo episodio di intossicazione da alcol si verifichi tra i 15 e i 17 anni. Problemi correlati all’alcol che non soddisfano pienamente i criteri per un disturbo da uso di alcol o problemi isolati possono verificarsi prima dei 20 anni, ma l’età d’esordio di un disturbo da uso di alcol con due o più dei criteri raggruppati insieme ha il suo picco nella tarda adolescenza o all’inizio-metà dei 20 anni. La grande maggioranza degli individui che sviluppa disturbi correlati all’alcol, lo fa verso la fine dei 30 anni. La prima evidenza di astinenza è probabile che non compaia fino a quando non si siano sviluppati molti altri aspetti di un disturbo da uso di alcol. Un esordio precoce di disturbo da uso di alcol viene osservato negli adolescenti con precedenti problemi della condotta e fra gli individui con un precoce esordio di intossicazione.
Il disturbo da uso di alcol ha un decorso variabile, frequentemente caratterizzato da periodi di remissione e di ricaduta. La decisione di smettere di bere, spesso in risposta a una crisi, tende a essere seguita da un periodo di settimane o più di astinenza, a loro volta seguite spesso da periodi limitati di bevute controllate o non problematiche. Tuttavia, una volta che l’assunzione di alcol ricomincia, è altamente probabile che il consumo si intensificherà rapidamente e che si svilupperanno ancora una volta gravi problemi.


Il disturbo da uso di alcol viene spesso erroneamente percepito come una condizione intrattabile, basandosi forse sul fatto che gli individui che si presentano per un trattamento riferiscono tipicamente una storia di molti anni di gravi problemi correlati all’alcol. Tuttavia, questi casi più gravi rappresentano soltanto una piccola percentuale degli individui con questo disturbo, e quello tipico ha una prognosi molto più promettente.
Fra gli adolescenti, un disturbo della condotta e un comportamento ripetutamente antisociale spesso si verificano in concomitanza con disturbi correlati all’alcol o a sostanze. Mentre la maggior parte degli individui con disturbo da uso di alcol sviluppa questa condizione prima dei 40 anni, vi è forse un 10% che ha un esordio più tardivo.
I cambiamenti fisici correlati all’età, negli individui più anziani, causano un aumento della sensibilità agli effetti depressivi dell’alcol sul cervello; una diminuzione nei tassi di metabolismo epatico di una varietà di sostanze, compreso l’alcol; e percentuali diminuite di liquidi corporei. Questi cambiamenti, nella popolazione più anziana, possono causare lo sviluppo di intossicazioni più gravi con conseguenti problemi a più bassi livelli di consumo. I problemi correlati all’alcol nella popolazione più anziana sono anche associati, più probabilmente e in modo speciale, ad altre complicazioni mediche.


Fattori di rischio e prognosi


Fattori ambientali. I rischi ambientali e i fattori prognostici possono comprendere predisposizioni culturali al bere e all’intossicazione, la disponibilità di alcol (inclusi i costi), l’acquisizione di esperienze personali con l’alcol e i livelli di stress. Ulteriori potenziali mediatori di come i problemi con l’alcol si sviluppino in individui predisposti comprendono un uso più pesante di altre sostanze, esagerate aspettative positive sugli effetti dell’alcol e modalità ottimali per far fronte allo stress.
Fattori genetici e fisiologici. Il disturbo da uso di alcol investe le famiglie, con il 40-60% della variabilità del rischio spiegato da fattori genetici. Il tasso di questa condizione è da 3 a 4 volte maggiore nei parenti stretti di individui con disturbo da uso di alcol, con valori più alti per gli individui con un numero maggiore di membri della famiglia colpiti, con relazioni genetiche più strette con una persona colpita e con maggiore gravità dei problemi correlati all’alcol in quei parenti. Un tasso significativamente più alto di disturbo da uso di alcol esiste nel gemello monozigote rispetto al gemello dizigote di un individuo con disturbo da uso di alcol. È stato osservato un aumento da 3 a 4 volte del rischio in figli di individui con disturbo da uso di alcol, persino quando questi bambini venivano dati in adozione alla nascita e cresciuti da genitori adottivi che non avevano avuto questo disturbo.
I recenti progressi nella nostra comprensione dei geni che operano attraverso caratteristiche intermedie (o fenotipi) per influenzare il rischio di sviluppo di un disturbo da uso di alcol possono aiutare a identificare individui che potrebbero essere particolarmente a rischio, basso o alto, di disturbo da uso di alcol. Tra i fenotipi a basso rischio ci sono le vampate acute al viso correlate all’uso di alcol (osservate soprattutto fra gli asiatici). L’alta vulnerabilità è associata a una schizofrenia preesistente o a disturbo bipolare, come pure l’impulsività (che produce tassi più elevati di tutti i disturbi da uso di sostanze e disturbo da gioco d’azzardo), e un alto rischio, specialmente per disturbo
da uso di alcol, è associato a un basso livello di risposta (bassa sensibilità) all’alcol. Un certo numero di variazioni dei geni può spiegare la bassa risposta all’alcol o modulare i sistemi di ricompensa della dopamina; è importante notare, tuttavia, che qualunque variazione dei geni probabilmente può spiegare solo l’1-2% del rischio per questi disturbi.
Modificatori del decorso. In generale, alti livelli di impulsività sono associati a un esordio precoce e a un disturbo da uso di alcol più grave.


Aspetti diagnostici correlati alla cultura di appartenenza


Nella maggior parte delle culture, l’alcol è la sostanza intossicante più frequentemente usata e contribuisce in modo considerevole alla morbilità e alla mortalità. È stato stimato che il 3,8% dei decessi e il 4,6% di vite segnate dalla disabilità sono complessivamente attribuibili all’alcol. Negli Stati Uniti, l’80% degli adulti (dai 18 anni in su) ha
consumato alcol qualche volta nella sua vita, e il 65% è attualmente bevitore (negli ultimi 12 mesi). È stimato che il 3,6% della popolazione mondiale (15-64 anni di età) ha un disturbo da uso di alcol attuale (negli ultimi 12 mesi), con una prevalenza più bassa (1,1%) riscontrata nel continente africano, un tasso più elevato (5,2%) nel continente americano (Nordamerica, Sudamerica, Centroamerica e Caraibi) e il tasso più elevato in assoluto (10,9%) riscontrato nell’area dell’Europa dell’Est.
Polimorfismi dei geni per gli enzimi che metabolizzano l’alcol, l’alcol deidrogenasi e l’aldeide deidrogenasi, sono più spesso osservati fra gli asiatici e influenzano la risposta all’alcol. Mentre consumano alcol, gli individui con queste variazioni dei geni possono provare improvvise vampate di calore al viso e palpitazioni, reazioni che possono
essere così gravi da limitare o precludere il futuro consumo di alcol e diminuire il rischio per il disturbo da uso di alcol. Queste variazioni dei geni sono osservate in circa il 40% dei giapponesi, cinesi, coreani e relativi gruppi etnici in tutto il mondo e sono correlate a rischi più bassi del disturbo.
Nonostante piccole variazioni che riguardano singole voci del criterio individuale, i criteri diagnostici mostrano risultati ugualmente buoni per la maggior parte delle razze/gruppi etnici.


Aspetti diagnostici correlati al genere


I maschi hanno tassi di bevute e disturbi correlati più alti rispetto alle femmine. Tuttavia, poiché le femmine generalmente pesano meno dei maschi, hanno più massa grassa e meno liquidi corporei, e metabolizzano meno l’alcol a livello di esofago e stomaco, è più probabile che sviluppino livelli più elevati di alcol nel sangue per drink rispetto ai
maschi. Le femmine che bevono in modo pesante possono anche essere più vulnerabili dei maschi ad alcune conseguenze fisiche associate all’alcol, comprese le epatopatie.


Marker diagnostici


Gli individui, il cui bere pesante li pone a un elevato rischio per il disturbo da uso di alcol, possono essere riconosciuti sia tramite questionari standardizzati sia dall’innalzamento dei livelli nei test ematici, così da essere osservati come regolari forti bevitori. Queste misure non stabiliscono una diagnosi per disturbo correlato all’alcol, ma possono essere utili nel segnalare individui sui quali dovrebbero essere raccolte più informazioni. L’esame più diretto disponibile per misurare il consumo di alcol in modo trasversale è la concentrazione di alcol nel sangue, che può anche essere utilizzato per constatare la tolleranza all’alcol. Per esempio, un individuo con una concentrazione di 150 mg di etanolo per decilitro (dL) di sangue, che non mostra segni di intossicazione, si presume abbia acquisito almeno alcuni gradi di tolleranza all’alcol. A 200 mg/dL la maggior parte degli individui non tolleranti mostra un’intossicazione grave.
Relativamente agli esami di laboratorio, un indicatore di laboratorio sensibile per il bere pesante è un modesto o elevato innalzamento (>35 unità) o livelli normalmente alti della gamma-glutamiltransferasi (GT). Questo dato può essere l’unico reperto di laboratorio. Almeno il 70% degli individui con un alto livello di GT è un forte bevitore continuativo (cioè consuma otto o più drink al giorno di base). Un secondo test con livelli di sensibilità e specificità simili o addirittura maggiori è la transferrina priva di carboidrato (CDT), che a livelli di 20 o più unità è utile per riconoscere gli individui che regolarmente consumano otto o più drink al giorno. Dato che sia i livelli di GT
sia quelli di CDT tornano alla normalità dopo giorni o settimane da quando si è smesso di bere, entrambi questi marker risultano utili per il monitoraggio dell’astinenza, in particolare quando il clinico osserva aumenti piuttosto che diminuzioni nel tempo.
La combinazione di CDT e GT può presentare livelli ancora più alti di sensibilità e di specificità degli stessi esami usati singolarmente. Ulteriori test utili comprendono il volume corpuscolare medio (VCM), che può essere elevato a valori più alti della norma nei forti bevitori: questa alterazione è dovuta agli effetti tossici diretti dell’alcol sull’eritropoiesi. Sebbene il VCM possa essere utilizzato per riconoscere i forti bevitori, è tuttavia un metodo insufficiente per monitorare l’astinenza a causa della lunga emivita degli eritrociti. I test di funzionalità epatica (per es., alanina aminotransferasi [ALT] e la fosfatasi alcalina) possono rivelare una lesione epatica che è conseguenza del bere
pesante. Altri potenziali marker dei forti bevitori, che sono meno specifici per l’alcol ma possono aiutare il clinico a riflettere sui possibili effetti dell’alcol stesso, comprendono l’innalzamento dei livelli di lipidi nel sangue (per es., trigliceridi e colesterolo ad alta densità lipoproteica) e livelli normalmente alti di acido urico.
Ulteriori marker diagnostici riportano a segni e sintomi che riflettono le conseguenze spesso associate al bere in modo pesante e persistente. Per esempio, dispepsia, nausea e gonfiore possono accompagnare gastrite ed epatomegalia, varici esofagee ed emorroidi possono riflettere alterazioni nel fegato indotte dall’alcol. Altri segni fisici del bere pesante comprendono tremore, marcia instabile, insonnia e disfunzione erettile. I maschi con disturbo cronico da uso di alcol possono manifestare testicoli di volume ridotto ed effetti femminilizzanti in associazione a ridotti livelli di testosterone. Il bere in modo pesante e ripetuto nelle femmine è associato a irregolarità mestruale e, in gravidanza, ad aborto spontaneo e a sindrome fetale da alcol. Gli individui con storie preesistenti di epilessia o di traumi cranici gravi hanno più probabilità di sviluppare convulsioni correlate all’alcol. L’astinenza da alcol può essere associata a nausea, vomito, gastrite, ematemesi, secchezza delle fauci, carnagione macchiata e gonfia e lieve edema periferico.


Conseguenze funzionali del disturbo da uso di alcol


Le caratteristiche diagnostiche del disturbo da uso di alcol evidenziano le principali aree di funzionamento vitale con più probabilità di essere compromesse. Queste comprendono la guida e l’utilizzo di macchinari, la scuola e il lavoro, le relazioni interpersonali e la comunicazione e la salute. I disturbi correlati all’alcol contribuiscono all’assenteismo dal lavoro, a incidenti sul luogo di lavoro e a basso rendimento lavorativo. I tassi sono più elevati tra gli individui senza fissa dimora, forse come riflesso di una spirale discendente nel funzionamento sociale e lavorativo, sebbene molti individui con disturbo da uso di alcol continuino a vivere con le loro famiglie e a funzionare nella loro professione.
Il disturbo da uso di alcol è associato a un aumento significativo del rischio di incidenti, violenza e suicidio. È stato stimato che un’ammissione su cinque presso le unità di cura intensiva in alcuni ospedali cittadini sia correlata all’alcol, e che il 40% degli individui negli Stati Uniti abbia fatto esperienza di un evento negativo correlato all’alcol almeno qualche volta nella vita: l’alcol risulta responsabile fino al 55% di eventi fatali durante la guida. Il disturbo da uso di alcol grave, specialmente in individui con disturbo antisociale di personalità, è associato alla perpetrazione di atti criminali, compreso l’omicidio. Il grave e problematico uso di alcol contribuisce anche alla disinibizione e a sentimenti di tristezza e irritabilità che, a loro volta, contribuiscono a tentativi di suicidio e a suicidi portati a termine.
Un’astinenza da alcol non prevista in individui ospedalizzati per i quali è stata trascurata una diagnosi di disturbo da uso di alcol può aggiungersi ai rischi e ai costi di ospedalizzazione e al tempo trascorso in ospedale.


Diagnosi differenziale


Uso non patologico dell’alcol. L’elemento chiave del disturbo da uso di alcol è l’uso di dosi pesanti di alcol con conseguente, ripetuto e significativo disagio o compromissione del funzionamento. Mentre la maggior parte dei bevitori a volte consuma abbastanza alcol da sentirsi intossicata, solo una minoranza (meno del 20%) sviluppa un disturbo da uso di alcol. Pertanto, bere, anche ogni giorno, in piccole dosi e un’intossicazione occasionale non determinano di per sé questa diagnosi. Disturbo da uso di sedativi, ipnotici o ansiolitici. I segni e sintomi del disturbo da uso di alcol sono simili a quelli osservati per il disturbo da uso di sedativi, ipnotici e ansiolitici. I due disturbi devono essere distinti, comunque, poiché il decorso può essere differente specialmente in relazione a problemi medici.
Disturbi della condotta nell’infanzia e disturbo antisociale di personalità in età adulta.
Il disturbo da uso di alcol, insieme ad altri disturbi da uso di sostanze, viene osservato nella maggior parte degli individui con un disturbo antisociale di personalità e disturbo della condotta preesistenti. Poiché queste diagnosi sono associate a un esordio precoce del disturbo da uso di alcol, così come a una prognosi negativa, è importante
definire entrambe le condizioni.


Comorbilità


I disturbi bipolari, la schizofrenia e il disturbo antisociale di personalità sono associati a un marcato aumento del tasso di disturbo da uso di alcol e vari disturbi d’ansia e depressivi possono ugualmente essere legati al disturbo da uso di alcol. Almeno una parte dell’associazione riferita fra la depressione e un disturbo da uso di alcol da moderato a grave può essere attribuibile a temporanei sintomi depressivi in comorbilità, indotti da alcol, come risultato degli effetti acuti di un’intossicazione o di un’astinenza. Una grave, ripetuta intossicazione da alcol può anche sopprimere i meccanismi immunitari e predisporre gli individui a infezioni e all’aumento del rischio di cancro.

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DISTURBI CORRELATI ALL’ALCOL