La sindrome da burnout: cos’è, come si manifesta e come affrontarla

Burnout e stress lavoro correlato: un fenomeno in continuo aumento

Nella società moderna lo stress correlato al lavoro è diventato una realtà onnipresente. Fino a poco tempo fa questo tipo di disagio era spesso sottovalutato, considerato una parte normale della vita professionale sia dai datori di lavoro che dagli stessi lavoratori. Ma oggi è sempre più frequente sentire parlare della sindrome da burnout, un disturbo legato proprio allo stress lavorativo che colpisce ogni anno moltissime persone.

Proprio per questo motivo, in questo articolo ci occuperemo in modo più approfondito di questo argomento, esaminando nel dettaglio il burnout, quali sono i sintomi che lo caratterizzano, le cause che lo scatenano e come è possibile prevenirlo.

burnout




Il burnout: di cosa si tratta e quali sintomi causa

Come abbiamo accennato, quando si parla di burnout ci si riferisce a una sindrome legata allo stress lavorativo che può portare a gravi conseguenze sulla salute fisica e mentale delle persone coinvolte. Infatti, nonostante non sia attualmente incluso nel DSM-5 (Manuale Diagnostico Statistico dei Disturbi Mentali), l’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) lo riconosce ufficialmente come una sindrome e inserisce il burnout nell’International Classification of Diseases (ICD-11), all’interno del capitolo che riguarda i fattori che influenzano lo stato di salute.

La sua sintomatologia si articola principalmente in tre fasi distinte. La prima fase è caratterizzata dall’esaurimento delle energie: il soggetto si sente completamente esausto, sia dal punto di vista fisico che da quello mentale a causa delle pressioni lavorative e dello stress cronico ad esse correlato.

Dopodiché subentra una fase di distacco dal lavoro, associata a un vero e proprio distanziamento emotivo dalle attività svolte. Le persone, infatti, possono perdere completamente l’interesse e la motivazione per il proprio lavoro e le proprie passioni.

Infine, si assisterà a un relativo calo dell’efficienza lavorativa a causa del burnout che, per sua natura, porta a un inevitabile calo della produttività.

Lo sviluppo del burnout: i 4 segnali che lo contraddistinguono

Oltre alle tre dimensioni che abbiamo appena descritto, è utile evidenziare come la sindrome del burnout sia caratterizzata da uno sviluppo ben definito, che può essere suddiviso in ulteriori 4 passaggi tipici. La loro successione permette di riconoscere il problema più facilmente.

Il primo passo del burnout è quello dell’entusiasmo idealistico, durante il quale le persone appaiono motivate da un forte senso di idealismo e desiderio di successo. Tuttavia, proprio questa motivazione unita a un grande entusiasmo può condurre verso una dedizione eccessiva nei confronti del lavoro, sacrificando così altre importanti esigenze sociali e personali.

In secondo luogo arriverà una fase di stagnazione, causata dal tempo che passa e dalle delusioni che possono emergere. Come naturale conseguenza della fase precedente, chi soffre di burnout può sentirsi frustrato dalla mancanza di realizzazione delle proprie aspettative, iniziando a sperimentare gli effetti di spiacevoli insuccessi professionali.

Dopo la stagnazione arriva la frustrazione, un momento caratterizzato da un drastico calo dell’autostima. In questo frangente le persone si sentono spesso sfruttate e inadeguate manifestando, in alcuni casi, comportamenti aggressivi verso se stesse e verso chi le circonda.

Infine subentrerà un disimpegno emozionale, caratterizzato da una profonda apatia verso il lavoro che rende completamente disinteressati, cinici e indifferenti.



Le cause del burnout


Per comprendere appieno il fenomeno del burnout, è essenziale esaminare le sue radici profonde a iniziare dai fattori individuali, ovvero tutti quegli aspetti personali che possono creare una predisposizione. In questo contesto, la timidezza sembra un elemento rilevante poiché, associandosi all’incapacità di affrontare efficacemente le sfide sociali e comunicative, può contribuire all’accumulo di stress. Inoltre, l’eccessiva esigenza verso se stessi e la tendenza a fissare obiettivi irrealistici possono mettere ulteriormente a rischio la stabilità emotiva e psicologica.

Esistono anche fattori organizzativi che riguardano l’ambiente lavorativo e le dinamiche interne allo stesso. Le condizioni lavorative difficili, magari caratterizzate da un clima poco favorevole o da relazioni tese con i colleghi, possono costituire una fonte significativa di stress. In più, la mancanza di una formazione adeguata può far sentire l’individuo in difetto e in perenne ansia. Il tutto senza considerare una possibile retribuzione insufficiente o carichi di lavoro eccessivi, elementi che possono intensificare ulteriormente il senso di frustrazione e disillusione.

Per finire, non possiamo trascurare i fattori socio-culturali che possono alimentare il burnout. La sfiducia e l’arroganza manifestate dai clienti possono essere emotivamente esaurienti per chi lavora a contatto col pubblico. La svalutazione del lavoro dell’operatore da parte degli altri membri della società può invece erodere l’autostima e la soddisfazione personale. Inoltre, l’eccessiva richiesta di servizi rispetto alle risorse disponibili mette l’individuo di fronte a una costante lotta per mantenere il proprio equilibrio psicofisico.

Burnout: sintomatologia fisica, emotiva e comportamentale dello stress lavoro correlato

Il burnout può manifestarsi attraverso una serie di sintomi fisici, emotivi e comportamentali. I primi possono includere mal di testa, stanchezza cronica, insonnia, nausea, tensioni muscolari e altri disturbi. Sul versante emotivo, le persone possono sperimentare difficoltà di concentrazione, demotivazione, ansia, rabbia, bassa autostima e sensi di colpa. A livello comportamentale, il burnout può portare a un distacco emotivo dal lavoro, conflitti con colleghi e clienti e comportamenti negativi di varia natura.



Diagnosi, trattamento e prevenzione: i fattori chiave per combattere il burnout

La diagnosi del burnout richiede l’intervento di professionisti qualificati come gli psicoterapeuti. Il trattamento solitamente consiste in percorsi di psicoterapia o supporto psicologico, per affrontare e cause e sintomi della sindrome del burnout accompagnando il paziente verso un ritrovato benessere e aiutandolo nella gestione delle difficoltà psicologiche e dei pensieri disfunzionali che le mantengono.

In ogni caso, anche la prevenzione è un fattore cruciale. A tal proposito, è importante sottolineare come alcune strategie possano risultare utili, ad esempio:

  • fissare obiettivi realistici e raggiungibili;
  • una gestione ottimale delle priorità in ambito lavorativo;
  • l’evitamento di ogni forma di conflittualità sul posto di lavoro;
  • trovare un equilibrio tra vita professionale e vita privata;
  • mantenere uno stile di vita sano;
  • riposare a sufficienza.

In conclusione, possiamo affermare che il burnout è a tutti gli effetti una sindrome legata allo stress lavorativo e non deve essere sottovaluto. Riconoscere i sintomi, comprenderne le cause e adottare strategie di prevenzione è essenziale per preservare la salute e il benessere sul posto di lavoro. La diagnosi e il trattamento del burnout richiedono spesso l’assistenza di professionisti qualificati per aiutare le persone a recuperare l’equilibrio nella loro vita professionale. Un percorso di supporto psicologico o di psicoterapia sarà in grado di accompagnare la persona verso la serenità, aiutandola a riprendere in mano la sua vita.



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