La Disortografia Evolutiva o Disturbo specifico della scrittura

La Disortografia Evolutiva o Disturbo specifico della scrittura

disortografia

Scrivere è un’abilità molto complessa che generalmente si apprende a scuola e consiste nella trascrizione grafica dei suoni linguistici. Quindi, imparare a scrivere consente di tradurre i suoni della lingua in segni grafici convenzionali ed a combinarli tra loro secondo le regole dettate da un codice.

I problemi legati alla scrittura possono insorgere indipendentemente dalla diagnosi di dislessia, ma sono frequentemente associati al disturbo della lettura.

L’osservazione di un bambino con disortografia evolutiva porta alla registrazione di una lentezza esecutiva nella realizzazione dei grafemi, accompagnata spesso ad errori di varia natura.

A scuola gli insegnanti riferiscono di trovarsi di fronte alunni che restano indietro durante il compito di dettato e nelle verifiche producono testi costituiti da poche frasi, formate da un numero limitato di parole.

I compiti in classe vengono consegnati in ritardo rispetto al gruppo classe e il loro elaborato contiene un cospicuo numero di errori ortografici.

Fatte queste premesse, possiamo schematizzare i vari livelli di competenza che il disturbo della scrittura può compromettere: quella motoria (disgrafia), la componente linguistica (disortografia), espressione scritta.



Criteri diagnostici

Di comune accordo i due importanti manuali diagnostici (ICD-10; DSM) specificano che

è possibile effettuare diagnosi di Disturbo Specifico di Scrittura solo in assenza di un Disturbo Specifico di Lettura.

In base a recenti studi, è prematuro ritenere che i disturbi di scrittura siano diversi a seconda della loro associazione con altri disturbi di apprendimento.

La Consensus Conference sottoscrive chiaramente che di fronte ad un disturbo della scrittura dovremo distinguere due componenti:

  • quella disortografica(di natura linguistica)
  • quella motoria(la disgrafia)

Nel caso del disturbo specifico di scrittura avremo quindi i seguenti criteri diagnostici:

a) valutazione del parametro di valutazione della correttezza (costituito dal numero degli errori);

b)l’indicatore statistico da utilizzare che è quello della distribuzione percentilare, un valore al di sotto del 5° centile, statisticamente significativo.

Raccomandazioni per la pratica clinica

Per quanto riguarda le raccomandazioni per la pratica clinica è necessario procedere tenendo a mente due considerazioni tecniche:

1) età: nella Consensus Conference non viene specificata l’età minima in cui è possibile fare diagnosi del disturbo disortografico. Questo dipende dall’elevata comorbidità tra disturbo della lettura e quello della scrittura, ma anche a causa della natura del problema. È raccomandabile verificare la condizione clinica dopo un breve periodo di trattamento specifico in bambini di 7 o 8 anni .

2) nel documento originario della Consensus Conference (2009) non vengono indicate quante prove sono necessarie per effettuare una diagnosi, ma nella successiva Consensus Conference predisposta dall’Istituto Superiore di Sanità (2011) si suggerisce l’impiego di prove di dettato di testo e di composizioni di frasi attraverso le quali valutare i possibili errori. Occorrerebbe, dunque, verificare la possibile condizione di disturbo all’interno di due prove di scrittura : dettato di parole e dettato di non parole. Se ipoteticamente, le prestazioni del compito fossero compromesse ad esempio solo nella scrittura di non parole e non in quella di parole, spetta al giudizio del clinico anche tenendo conto del funzionamento nel contesto di vita, porre diagnosi di Disortografia Evolutiva, dopo aver considerato il quadro clinico generale ed il livello di adattamento del bambino.




Tappe di sviluppo

Si rende necessaria la conoscenza dettagliata delle tappe di sviluppo con particolare riferimento a:

1) prestazioni scolastiche insufficienti in prove di decifratura (come temi, copiati o dettati);

2) altre prove di apprendimento deficitarie, oppure anche solo rallentate o parzialmente compromesse;

3) effetti collaterali significativi come limitazione autonomia operativa, ricadute negative sull’autostima e sulla sensazione di autoefficacia scolastica.

Errori frequenti

Conoscere gli errori frequenti nella scrittura può aiutare il clinico a porre diagnosi in maniera più veloce, avremo:

1) difficoltà nella trasformazione delle conoscenze fonologiche in quelle grafemiche;

2) difficoltà dell’acquisizione delle regole fonologiche;

3) lentezza nella produzione;

4) irregolarità ortografica;

5) errori grammaticali e di spelling.

Costrutti teorici e modelli in psicologia cognitiva

Il termine Disortografia Evolutiva fa riferimento a un deficit nei processi di cifratura del codice ortografico. Tale deficit, si manifesta attraverso la presenza di errori nell’ortografia.

Modello di apprendimento della scrittura:

1) Stadio logografico: si tratta di scrivere le parole come se fossero degli ideogrammi, dei disegni. In questo stadio si sviluppa, l’abilità di consapevolezza fonologica. Questa è rintracciabile dopo i 3-4 anni e altro non è che un tipo di conoscenza metalinguistica con oggetto la struttura fonologica del linguaggio.

Questa abilità può essere ulteriormente suddivisa in:

  • consapevolezza fonologica globale: ovvero la riflessione sulla fonologia del linguaggio che si riscontra nella capacità del bambino di riconoscere e produrre rime, categorizzare e riconoscere i suoni iniziali delle parole;
  • consapevolezza fonologica analitica: fa riferimento all’ abilità del bambino di effettuare operazioni di segmentazione sulla struttura fonologica della parola, (sillabica prima e poi fonemica).

Tra le prove strumentali di indagine adatte per sondare questa funzione avremo:

  • la segmentazione sillabica;
  • l’identificazione del primo suono della parola o dell’ultimo suono;
  • prove più complesse come lo spoonerismo (consiste nello scambiare oralmente le prime sillabe di due parole).

2) Stadio alfabetico: In questa fase, il bambino riesce a unire consonante e vocale, forma la sillaba per poi, formare la parola. La prova in grado di valutare l’abilità di conversione fonema/grafema è la scrittura di non-parole dettate.

3) Stadio ortografico: il bambino è in grado di analizzare e fondere insieme sia gruppi consonantici, digrammi, e trigrammi per formare delle parole. Prova per verificare questa abilità consiste nell’osservare il parametro di correttezza nella scrittura di parole. L’ analisi degli errori è fondamentale per la valutazione delle abilità di scrittura.

4) Stadio lessicale: la parola viene scritta attraverso il recupero della sua forma ortografica dal lessico specifico nel quale viene memorizzata. Lo stadio lessicale è la via visiva o diretta di recupero della parola.

Seymour, riferendosi al modello di sviluppo condiviso da Frith, afferma che la scrittura nella fase alfabetica coadiuva lo sviluppo della lettura; la fase ortografica della lettura invece, favorirebbe lo sviluppo della fase ortografica della scrittura.



Le due vie di scrittura

Le due vie della scrittura, quella fonologica e quella lessicale, hanno traiettorie di sviluppo diverse, ma intrecciate, tanto che si influenzano reciprocamente.

La via fonologica è fondamentale nelle prime fasi dell’acquisizione, e funge da traino al successivo sviluppo della via lessicale.

La via fonologica ha il compito di ricostruire la struttura ortografica della parola mediante un processo di assemblaggio dei segmenti grafemici tramite l’applicazione di regole convenzionali di conversione grafema→ fonema.

Nella via lessicale, la struttura ortografica è recuperata nella sua forma integrale da un magazzino lessicale, in cui le parole sono codificate in un formato visivo e astratto, attraverso un accesso diretto al lessico fonologico, il quale altro non è che un altro magazzino che contiene le parole codificate in maniera verbale.

Componenti funzionali della via fonologica

Input: Parola ascoltata

– Trasformazione acustico-fonologica (F1): consiste in un meccanismo di basso livello, che permette la trasformazione del segnale acustico in suoni linguistici e che poi restituisce in uscita una rappresentazione fonologica della parola udita. Con le parole sconosciute o con non-parole, questa operazione viene svolta automaticamente e inconsapevolmente, ma potrebbe risultare danneggiata o rallentata in bambini che presentano un disturbo attuale o pregresso del linguaggio.

– Buffer fonemico (F2): magazzino di transito di memoria a breve termine. In esso, la rappresentazione fonologica formata precedentemente permane il tempo necessario a svolgere su di essa una serie di operazioni di segmentazione. Questo sistema rende possibile l’isolamento ordinato di singoli fonemi. Nelle fasi iniziali i processi dell’apprendimento necessitano di un elevato livello di attenzione e di controllo.

Frequenti posso essere gli errori di sostituzione, omissione e trasposizione di grafemi.

Output: Produzione orale

– Conversione fonema/grafema (F3): fase di transcodifica di ogni segmento fonemico che compone la struttura fonologica della parola in un corrispondente segmento grafemico.

Per verificare questa funzione la prova più idonea è quella di scrittura di non-parole. -Buffer Grafemico (f4) e (L4): magazzino di memoria di transito, qui vengono depositati in maniera ordinata i grafemi che costituiscono la struttura ortografica della parola che dovrà essere scritta. Gli errori generati a questo livello sono indipendenti dall’una o dall’altra via.



Componenti funzionali della via lessicale

Input: parola ascoltata

– Lessico fonologico in entrata (L1): quando una parola viene dettata, può essere riconosciuta istantaneamente come un vocabolo già esistente nel lessico fonologico del bambino e la sua struttura fonologica può essere recuperata da questo magazzino a lungo termine in cui si trovano immagazzinate le parole, codificate in formato fonologico.

-Lessico fonologico in uscita (Buffer fonemico di risposta ,F2)

Output: Produzione Orale

-Sistema semantico (L2): è un passaggio intermedio tra il lessico fonologico (L1) e il lessico ortografico (L3). Quando una parola viene riconosciuta nella sua forma verbale, a questa viene automaticamente assegnato un corrispondente valore semantico. Solitamente,questo è un passaggio obbligato, infatti sappiamo che non possiamo impedire di conoscere il significato di una parola udita. Il tipo di prove più idoneo per valutare il funzionamento di questo sistema è la comprensione di parole o frasi con omofone non omografe.

– Lessico ortografico in uscita (L3): magazzino dal quale è possibile recuperare la struttura ortografica della parola; le parole sono conservate in un formato rappresentazionale di tipo astratto,cioè indipendente dal tipo di carattere (maiuscolo/minuscolo). Questa abilità si verifica attraverso la scrittura di lista di parole.

Buffer Grafemico (F4) ed (L4)

Pattern grafo-motori

Output: Produzione scritta.

Percorso diagnostico nella Disortografia Evolutiva

Occorre in primis valutare in modo distinto le diverse componenti della scrittura :

  • calligrafia
  • velocità di produzione
  • ortografia
  • sintassi
  • rispetto delle regole di punteggiatura
  • scelta del lessico
  • organizzazione del contenuto.

Le prime due, calligrafia e velocità di produzione, dipendono dall’efficienza prassica. L’ortografia dall’efficienza dei meccanismi di trasformazione fonema-grafema. Sintassi e scelta del lessico derivano dallo sviluppo delle funzioni sintattiche e lessicali collegate al linguaggio verbale, in particolare a quello espressivo. Rispettare le regole di punteggiatura è data dalla comprensione del rapporto tra pause del linguaggio parlato e loro rappresentazione grafica e dalla conoscenza di alcune convenzioni. Infine, l’organizzazione del contenuto dipende sia dall’efficienza dei processi di ragionamento che dallo sviluppo delle diverse fasi del processo di :

  • produzione
  • ideazione
  • programmazione
  • trasformazione
  • revisione.



La richiesta di consulenza

Le difficoltà ortografiche provate dal bambino possono essere osservate dal genitore e/o dall’insegnante.

Dalla prima alla terza classe della scuola primaria si possono evidenziare problematiche a carico dell’abilità fonologica di lettura, caratterizzata da:

  • errori come scambio di grafemi
  • omissione e aggiunta di lettere o sillabe
  • inversione o grafema inesatto

Questi errori non si osservano nella lettura, o per lo meno sono limitati esclusivamente alla transcodifica visivo/uditiva al canale di produzione della parola scritta. Gli alunni delle classi 4 e 5 della scuola primaria e classi successive commettono frequentemente errori nella rappresentazione ortografica delle parole, senza errori nel rapporto tra fenomeni e grafemi come la separazione o la fusione non consona. Genitori o insegnanti parlano di estrema lentezza del bambino nel ricopiare e nello scrivere sotto dettatura.

Il colloquio clinico/anamnestico

Il colloquio clinico è fondamentale per la formulazione delle ipotesi diagnostiche.

Occorre quindi, tenere conto di:

1) criteri osservativi: ovvero verificare se lo sviluppo è in linea o meno con quello tipico. In caso di sospetta disortografia abbiamo dei dettagli in più da verificare.

2) osservazione diretta dei quaderni:

Gli errori possono essere suddivisi in quattro categorie principali:

A) errori con parole convenzionali;

B) errori fonologici (tutti gli errori in cui non è rispettato il rapporto tra fonemi e grafemi):

b1. Omissione di grafema in sillabe semplici: omettere la sillaba piana nella struttura CV, come gufo>gfo;

b2. Omissione di uno o più grafemi in sillaba complessa: ad es. saltare nella parola la sillaba complessa che contiene un gruppo consonantico, come “strega”>stega;

b3. Omissione dell’intera sillaba: sia semplice che complessa.

b4. Aggiunta di un grafema, consonante o vocale: il grafema non è presente nella parola target.

b5. Inversione di grafemi: due grafemi contigui vengono invertiti di posizione.

b6. Scambio di grafema:sostituzione di un grafema con un altro corrispondente a uno foneticamente simile.

C) errori lessicali: sono errori della rappresentazione ortografica (visiva) delle parole, senza errori nel rapporto tra fonemi e grafemi:

c1. Separazione illegale: es. Parola “in sieme”per insieme

c2. Fusione illegale:ilcane per il cane.

c3. Scambio di grafema omofono: “squola”per scuola

c4. Omissione o aggiunta di h; solo nel caso in cui il bambino debba decidere se si tratta del verbo avere oppure di una preposizione,;ha casa per a casa.

c5. Paragrafie semantiche: ovvero sostituzione dell’intera parola con un’altra scelta poichè appartenente allo stesso campo.

c6. Paragrafie fonemiche: la parola è sostituita con una simile foneticamente.

c7. Paragrafie di tipo misto: la sostituzione con un’altra simile dal punto di vista semantico e fonemico.

D) errori di altro tipo (fonetici):

1) omissione/aggiunta di consonante doppia

2) omissione/aggiunta di accenti

3) capacità scolastiche carenti:

1) dettato

2) copiatura dalla lavagna



Autore

error: Content is protected !!