E-cig: gli studi scientifici bocciano lo svapo come dannoso


E-cig: gli studi scientifici bocciano lo svapo come dannoso 

Le sigarette elettroniche sono considerate come meno dannose rispetto alle sigarette tradizionali e per molti esperti rimangono comunque un’alternativa migliore alla sigarette, le ricerche scientifiche però mettono in guardia rispetto ai possibili danni alla salute di questi prodotti.

Le sigarette elettroniche (e-cig) sono dispositivi che permettono di inalare vapore, in genere aromatizzato, contenente quantità variabili di nicotina (in genere, tra 6 e 20 mg), in una miscela composta da acqua, glicole propilenico, glicerolo ed altre sostanze, tra cui gli aromatizzanti. 

Per il comportamento di aspirazione dei vapori emessi dalla sigaretta elettronica è stato coniato il neologismo “svapare“.

Svapando la persona fornisce al proprio organismo quantità variabili di nicotina, soddisfacendo la richiesta di un organismo dipendente da questa sostanza psicoattiva, contemporaneamente attraverso una esperienza tattile, olfattiva e gustativa fortemente associata al comportamento di consumo di tabacco fornisce una risposta comportamentale al craving tipico di questa tipologia di addiction.

Il meccanismo della “svapo” è stato messo a punto per la prima volta in Cina  2003, quando fu sviluppato il primo prodotto commerciale. Nel 1963, l’americano Herbert A. Gilbert presentò il primo prototipo della sigaretta elettronica.

Questo tipo di dispositivi ha avuto la prima diffusione significativa anche in Occidente attorno al 2006.

Secondo il Rapporto annuale 2016 sul fumo dell’Istituto superiore di sanità, oggi circa due milioni di italiani fanno un uso occasionale o regolare di sigarette elettroniche



Caratteristiche delle sigarette elettroniche

Le sigarette elettroniche hanno varie forme e dimensioni: alcune richiamano la forma di una sigaretta, altre sono grandi poco più di una penna usb, altre ancora ricordano penne, pipe o bocchini.

I vari tipi di sigarette elettroniche sono composte da:

  • Un tip o bocchino o beccuccio: è l’estremità dove si appoggia la bocca per aspirare il vapore. Il drip tip ha forme, materiali e prestazioni diversi, poiché determina la quantità, la densità e la temperatura del vapore aspirato. Due le principali tipologie: per il tiro da guancia, con un foro dalle dimensioni più piccole, e per il tiro di polmone, leggermente più grande.
  • Un sensore: attiva il riscaldamento del liquido quando l’utente aspira dal bocchino.
  • Un atomizzatore: è il dispositivo che materialmente trasforma il liquido in vapore. Esistono diversi tipi di atomizzatore, con tank rigenerabili o meno, da dripping rigenerabili o bottom feeder.
  • Una resistenza: è composta da fili resistivi, immersa nel cotone o nello stoppino. Quando viene attivata la batteria della sigaretta elettronica, la resistenza si scalda in modo da poter mettere in atto il processo di vaporizzazione del liquido.
  • Una batteria: è la fonte di energia elettrica necessaria per mettere in funzione l’atomizzatore. In genere si tratta di batterie ricaricabili, agli ioni o ai polimeri di litio. Alcuni tipi di batteria hanno un ciclo di vita più corto, specialmente se si tratta di batterie integrate, e dopo qualche centinaia di ricariche vanno sostituite. I mod possono montare delle grandi batterie per assicurare una potenza di svapata maggiore. La modalità di ricarica solitamente avviene tramite cavetto USB.
  • Una tank o serbatoio: è dove si inserisce il liquido da vaporizzare. Di foggia, forme e colore differenti, i serbatoi hanno una struttura che permette all’aria di circolare al loro interno, senza che il liquido contenuto possa fuoriuscire.
  • Una soluzione: è l’e-liquid o e-juice da vaporizzare. A base soprattutto di glicopropilene, può avere diversi aromi e contenere o meno nicotina.

Funzionamento

L’atomizzatore riscalda una soluzione liquida contenente percentuali variabili di nicotina (o totalmente priva) aromi ed altri prodotti chimici.

Per effetto del calore la miscela viene trasformata in vapore che, una volta inalato, consente di provare una sensazione simile a quella associata all’uso delle sigarette o di altri metodi tradizionali per fumare il tabacco.

Non essendo presente combustione sono assenti i residui dovuti a questo processo (catrame, idrocarburi policiclici aromatici ecc.); da questo punto di vista le e-cigarette sono probabilmente più sicure dei prodotti tradizionali utilizzati per inalare il fumo.




Effetti sulle salute

Diversi studi hanno segnalato nel vapore prodotto dalle sigarette elettroniche la presenza di sostanze potenzialmente dannose.

Molti studi indicano che l’inalazione prolungata di glicole propilenico può dare origine a irritazione delle vie aeree, tosse e in casi molto rari asma e riniti.

Inoltre il riscaldamento del glicole propilenico e della glicerina può produrre formaldeide e acetaldeide, che, a dosi più elevate di quelle assunte con la singola e-cig, sono considerati cancerogeni certi inseriti nel gruppo 1 delle sostanze cancerogene dello IARC.

Anche sulla completa sicurezza delle sostanze usate per aromatizzare l’aerosol mancano certezze. Per esempio il diacetile, un aroma molto utilizzato fra l’altro nel burro, è sicuro quando viene ingerito, ma è associato all’insorgenza di bronchiolite obliterante se viene inalato per lunghi periodi in alte concentrazioni.

Il Comitato scientifico della Commissione europea, che valuta i rischi sanitari emergenti (SCHEER – Scientific Committee on Health, Environmental and Emerging Risks) sugli effetti sulla salute e la dimensione di salute pubblica delle sigarette elettroniche ha riscontrato elementi di prova moderati dei rischi di danni irritativi locali alle vie respiratorie e un livello moderato, ma in crescita, di evidenze provenienti da dati umani che indicano che le sigarette elettroniche hanno effetti nocivi sulla salute, in particolare, ma non solo, sul sistema cardiovascolare. Inoltre ha riscontrato elementi di prova da deboli a moderati dei rischi di cancerogenicità per le vie respiratorie dovuti all’esposizione cumulativa a lungo termine alle nitrosammine e all’esposizione all’acetaldeide e alla formaldeide.

Riguardo alla esposizione passiva attualmente sono stati riscontrati pochi elementi di rischio.

Altro elemento di preoccupazione è l’effetto di via di accesso al tabagismo per i giovani in quanto sussistono forti evidenze del fatto che gli aromi contribuiscono in modo significativo all’attrattiva della sigaretta elettronica e all’iniziazione al suo utilizzo.

 Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, oltre il 37% degli studenti tra i 14 e i 17 anni ha già avuto un contatto con il fumo di tabacco, mentre il 41,5% con la sigaretta elettronica. Di questi, ben il 20,1% ha cominciato proprio con le e-cig, mentre il 2,3% con i dispositivi a tabacco riscaldato

Riguardo alla efficacia delle sigarette elettroniche nell’aiutare i fumatori a smettere di fumare attualmente i sono giudicati da deboli a moderati.



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