VIOLENZA DI GENERE

La violenza contro le donne è una forma di violazione dei diritti umani e di discriminazione.

La violenza di genere deriva da una lunga tradizione di rapporti di forza diseguali e disparità di potere, da cui consegue la dominazione dell’uomo sulla donna, la quale viene sottomessa e discriminata.

Le donne subiscono violenza in quanto tali all’interno di una società maschilista, patriarcale, sessista e misogina.

La violenza è uno dei principali meccanismi per imporre controllo e dominazione e mantenere la donna un posizione di inferiorità.

La violenza implica inevitabilmente una limitazione della libertà della persona che la subisce.

La violenza contro le donne comprende qualsiasi atto di violenza fondato sul genere che provoca o possa provocare danno o sofferenza di natura fisica, psicologica, sessuale o economica alla donna, comprese minacce, coercizione e privazione arbitraria della libertà, sia nella vita privata che pubblica.

La violenza di genere è un fenomeno di dimensioni pandemiche, con conseguenze sia a livello individuale che sociale.

Sulla persona può avere ripercussioni su vari aspetti della vita quotidiana.

CONSEGUENZE SULL’INDIVIDUO (a breve, medio o lungo termine; dirette o indirette):

  • sulla salute fisica: lesioni, lividi, fratture, bruciature, morsi, danni oculari, lacerazioni, tumori, malattie cardiache… —> 40% delle donne che subiscono violenza riportano ferite, e di queste fino al 50% riporta segni di strangolamento
  • sulla salute psicologica: depressione, ansia, disturbo post traumatico da stress, attacchi di panico, fobie, paure, disturbi del sonno, disturbi dell’alimentazione..
  • sui comportamenti a rischio: le persone mettono in atto comportamenti che hanno un impatto negativo sulla salute sperando di stare meglio (es. consumo di nicotina, alcol, droghe, farmaci)
  • sui comportamenti sanitari: le persone che subiscono violenza si rivolgono molto più di frequente ai servizi sanitari
  • sulla salute sessuale: maggiori interruzioni di gravidanza, rischio di contrarre malattie (es. AIDS)…
  • sui comportamenti sociali: esclusione dalla vita sociale, difficoltà a mantenere le amicizie..

Le possibili violenze agite da un uomo violento nei confronti della moglie/della compagna/della donna sono innumerevoli, è praticamente impossibile enumerarle o elencarle tutte. Anche per questo a volte è difficile individuare ed arginare la violenza.

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Quando si tratta di vera e propria violenza e quando di un semplice litigio o conflitto?

Certe volte il confine è sottile, altre la violenza è più esplicita.

Ad ogni modo una violenza è un qualsiasi gesto attuato per praticare controllo e sottomettere la donna, limitandone la libertà.

ALCUNI TIPI DI VIOLENZE SUBITE DA UN PARTNER:

  • violenze psicologiche (es. denigrazioni, umiliazioni, insulti, minacce, ricatti, dominazione, isolamento, comportamenti di controllo, privazioni o costrizioni nella vita quotidiana..)
  • violenze economiche (es. privazione del sostentamento, controllo delle spese, costrizione ad accettare o lasciare un lavoro, ecc..)
  • violenze fisiche
  • violenze sessuali
  • minacce di morte, minacce di violenze su altre persone, minacce di suicidio
  • violenze su bambini, coinvolgimento del bambini
  • violenze su animali domestici

Le violenze sono multiple (cioè di diversi tipi) e ripetute nel tempo, sono un continuum, non atti isolati e distinti.

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Molto spesso le donne si illudono che gli uomini attuino violenza nell’impeto della rabbia del momento, o perché quel giorno magari sono particolarmente nervosi o agitati, e che il fatto non si ripeterà più, ma non è così.

Questo è uno dei vari motivi per cui le donne che subiscono violenza dal marito difficilmente lo lasciano.

Un altro motivo è che spesso le donne incolpano loro stesse per le azioni del marito, pensano di averle provocate e di esserselo meritato.

Questa è in realtà una strategia messa in atto dagli uomini (a volte consapevolmente, ma in alcuni casi anche inconsapevolmente) che cercano di confondere la donna e di attribuire a loro la responsabilità del gesto violento, per rimanere impuniti.

Anche se una donna si rende conto che il marito la maltratta e soffre per questo potrebbe non lasciarlo comunque nella speranza che cambi o perché lo ama e si preoccupa per quello che potrebbe succedergli denunciando la violenza e lasciandolo.

Un altro fattore molto rilevante nella decisione di restare o meno col marito è la presenza di figli piccoli.

Quando sono presenti dei bambini la madre generalmente ha paura di lasciare il padre, perché teme che il figlio le venga portato via o si illude che egli abbia sempre comunque bisogno di un padre e per questo rimane nella sua posizione.

Altri elementi che influiscono sono ad esempio: la disponibilità economica della donna (per poter sostenere se stessa, e magari i suoi figli, da sola) , il supporto familiare e sociale, la presenza nel territorio di centri e servizi che aiutino le donne vittime di violenza, ecc..

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Per aiutare la donna a uscire da questa situazione infatti hanno un ruolo fondamentale i CENTRI ANTIVIOLENZA.

I Centri Antiviolenza sono luoghi in cui vengono accolte le donne che hanno subito violenza. Grazie all’accoglienza telefonica, ai colloqui personali, all’ospitalità in case rifugio e ai numerosi altri servizi offerti, le donne sono coadiuvate nel loro percorso di uscita dalla violenza.

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