Tradire Sé Stessi Per Compiacere Gli Altri: La Maschera Del Falso Sé

Senso di vuoto, insoddisfazione verso se stessi e nelle relazioni con gli altri, vissuti di vergogna, senso di colpa, profonda insicurezza, sensazione di indossare una maschera, bassa autostima, difficoltà nel dire no e ad esprimere il proprio pensiero, bisogno dell’approvazione altrui e percezione degli altri come giudicanti: quelle appena citate, sono alcune tra le più frequenti espressioni utilizzate per descrivere il proprio disagio e malessere dai pazienti che incontriamo nella stanza di terapia.

La paura di esporsi, di essere visti e di non essere accettati è ciò che caratterizza le persone che hanno fondato il senso di Sé sulle aspettative degli altri, rinunciando ai propri bisogni e desideri perdendo così se stessi e la possibilità di sviluppare una personalità autonoma e autentica.

Parliamo del Falso Sé che può essere definita una modalità patologica dello sviluppo dell’identità le cui origini vanno rintracciate nella storia della persona e che si  caratterizza per un rigido adattamento alle richieste dell’ambiente, per uno scarso contatto con se stessi, per il reprimere bisogni ed aspirazioni personali, per la difficoltà nel riconoscere le proprie emozioni  e nell’adottare una modalità compiacente, che vede nell’aderire alle aspettative altrui l’unica possibilità di essere riconosciuti e accettati.  Comprendiamo dunque che il Falso Sé ha in un certo senso una funzione protettiva  poiché ci consente di preservare relazioni affettive importanti dalle quali ci sentiamo dipendenti, pagando però il prezzo di perdere noi stessi e di sperimentare una intensa sofferenza psicologica.

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