RIDUZIONE DEL DANNO

La Riduzione del danno (RdD) / Limitazione dei Rischi

La Riduzione del danno/Limitazione dei Rischi (RdD), secondo la letteratura internazionale e le linee guida europee è, insieme, un approccio, una politica e un sistema di interventi e mira a ridurre le conseguenze negative del consumo di droghe, legali e illegali, sul piano della salute, sociale ed economico, per i singoli, le comunità e la società (EMCDDA]) È inoltre una politica “fortemente inserita negli ambiti della sanità pubblica e dei diritti umani”.

Dagli anni ’80 la RdD ha ridisegnato le politiche sulle droghe in tutto il mondo, e soprattutto in Europa, dove è entrata a far parte strutturalmente sia della Strategia che dei Piani d’Azione comunitari sulle droghe, ed è considerata pilastro fondante delle politiche dell’Unione.

Attorno alla RdD si svolge anche il dibattito globale in sede ONU: l’ormai evidente scacco delle politiche basate sulla war on drugs, e più ancora i loro effetti paradossali di massimizzazione dei danni correlati (sui piani della salute, dei sistemi giudiziari e penali, dei diritti umani, nonché economici, della macrocriminalità e della coesione sociale) trova nella RdD una alternativa praticabile.

Come approccio, infatti, essa vede l’uso di droghe come fenomeno sociale complesso, ampiamente normalizzato, non riducibile in termini di malattia o, peggio, di devianza, e caratterizzato da una pluralità di modelli di consumo, la maggioranza dei quali compatibili con la vita dei singoli e delle comunità.

La prospettiva della RdD è, in questo scenario, pragmatica e realistica: promuove un governo del fenomeno (versus l’ideologica e impraticabile meta del “consumo zero”) attraverso due, interconnesse, direttrici: la valorizzazione e la costruzione di contesti di minimizzazione del rischio e del danno, grazie a politiche e interventi negli ambiti sociale, sanitario, normativo e dei contesti urbani; e la promozione e il sostegno delle competenze e delle strategie di chi consuma, mirate a un uso più sicuro, autoregolato, sostenibile.

Agisce nelle dimensioni delle droghe, del set (i consumatori, le loro motivazioni e aspettative circa il consumo), e del setting (i contesti, sia le culture sociali del consumo, sia le cornici istituzionali come le legislazioni, i sistemi dei servizi).

La RdD opera in un continuum con la cura, ampliando oltre l’obiettivo unico dell’astinenza – non praticabile o desiderabile per molti – il ventaglio dei possibili obiettivi perseguiti dai consumatori a tutela della salute e del benessere.

La mutevole mappa dei consumi, insieme al rapido processo della loro diffusione e normalizzazione in quote crescenti di popolazione, fanno della RdD la politica più promettente sotto il profilo del governo reale, praticabile del fenomeno.

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