MEMORIA: UN PROCESSO SOCIALMENTE COSTRUITO

LO STATO DELL’ARTE INTORNO ALLA DIMENSIONE SOCIALE DELLA MEMORIA: SUL MODO IN CUI SI É ARRIVATI ALLA CREAZIONE DEL CONCETTO DI RICORDO CONGIUNTO E SU QUANTO LA VITA RELAZIONALE INFLUENZI I PROCESSI DI SVILUPPO DELLA MEMORIA

Abstract

La ricerca sul funzionamento della memoria è stata, a partire dalla nascita della scienza psicologica, oggetto di profondo interesse e fonte di molteplici spunti di riflessione e dibattito.

Il modo però con cui gli scienziati si sono avvicinati allo studio delle suddette tematiche ha subito nel corso della storia notevoli cambiamenti, parallelamente alla nascita di nuovi filoni di ricerca (la neuropsicologia o la psicologia cognitiva, per esempio) e alla creazione di nuovi paradigmi teorici (Kuhn, 1979) che hanno complessificato l’argomento, rendendolo sempre più affascinante anche da un punto di vista clinico.

Sembra importante dunque risalire all’epoca in cui la memoria umana veniva considerata come una facoltà intellettiva in grado di conservare informazioni nel tempo (engrammi), osservabile a partire da informazioni sul comportamento e sui limiti dei soggetti (per esempio quante informazioni un individuo potesse codificare in un lasso di tempo definito), per delineare il percorso evolutivo che ha portato i ricercatori odierni a considerarla in modo più complesso e multicomponenziale, in relazione anche alla possibile influenza esercitata su di essa da fattori sociali, relazionali ed emotivi.

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Pubblicato da Psypedia Net su Sabato 10 aprile 2021