Le motivazioni che spingono all’uso di droghe

Le motivazioni che spingono all’uso di droghe

INDICE

I COMPORTAMENTI A RISCHIO

Le esperienze infantili non determinano rigidamente il futuro: il presente introduce elementi nuovi che possono modificare la traiettoria dello sviluppo.

Anche i comportamenti a rischio (fumare sigarette, bere alcol, fumare spinelli, fare diete esagerate, guidare il motorino in modo pericoloso, avere rapporti sessuali non protetti…) non sono necessariamente una conseguenza di malesseri e carenze, ma sono messi in atto per rispondere in qualche modo ai compiti di sviluppo.

Per poter comprendere i comportamenti a rischio è importante osservare le caratteristiche specifiche di ogni persona e la relazione tra l’adolescente e l’ambiente in cui vive, in quanto essi sono modalità dotate di senso, usate per raggiungere scopi personalmente e socialmente significativi.

  • assumersi rischi
  • ricercare sensazioni – emozioni forti
  • trasgredire alle regole

Sono comportamenti funzionali e fisiologici in età evolutiva per definire l’identitá, costruire e strutturare un sé percepito valido.

L’adolescente è per antonomasia costretto a “rischiare” molto per capire chi è e chi vorrà essere, per avere una precisa comprensione di quali sono i suoi limiti e i suoi punti di forza,

Non vanno quindi stigmatizzati in quanto tali, ma si deve aiutare il ragazzo a dare un senso evolutivo e non distruttivo ai suoi comportamenti. Ridurre i rischi, prevenire quelli pericolosi. lavorare sui comportamenti di autotutela

Le funzioni di questi comportamenti sono lo sviluppo dell’identità e la partecipazione sociale, le stesse funzioni dei comportamenti salutari.
Bisogna comprendere i comportamenti a rischio senza considerarli solo come azioni negative e lavorare perché gli adolescenti ottengano gli stessi obiettivi positivi attraverso azioni meno lesive per il loro benessere e meno pericolose per il loro percorso evolutivo.

Ad esempio i comportamenti a rischio possono avere la funzione di aiutare la comunicazione con i coetanei, di condividere azioni ed emozioni con il gruppo, possono rappresentare riti di legame e di passaggio, creare la condizione per mettersi alla prova ed esplorare le proprie relazioni e per differenziarsi dagli adulti.

Molti dei comportamenti degli adolescenti hanno come obiettivi:

  • Adultità e costruzione dell’immagine di sé
  • acquisizione e affermazione di autonomia
  • esplorazione di sensazioni

1) Adultità e costruzione dell’immagine di sé

Bisogno di assumere anticipatamente comportamenti che nell’adulto sono considerati normali (ad es. fumare sigarette, bere alcol, avere rapporti sessuali, assumersi responsabilità).

La ricerca e la definizione dell’identità sono questioni particolarmente cruciali nell’adolescenza; in questa fase assume una particolare importanza il bisogno di salvaguardare e migliorare l’immagine di sé.

Alcune condotte, quelle rivolte alla salvaguardia della salute come all’opposto quelle che implicano dei rischi, sono spesso intraprese anche per mantenere e/o accrescere certi attributi e caratteristiche personali.

Quanto più l’esigenza di definire la propria identità o di sperimentare ruoli e modelli diversificati assume centralità psicologica nell’esperienza di un adolescente, tanto maggiore è la probabilità che possa identificare il fumare, l’assumere alcolici e droghe come un modo per migliorare l’immagine che ha di sé.



La sperimentazione di diverse identità sociali, proprio perché ha valore limitatamente alla dimensione del presente o futuro immediato, riduce la possibilità che l’adolescente tenga conto di tutte le implicazioni e conseguenze a lungo termine delle sue condotte.

Proporsi come uno che fuma, che beve alcolici o che si droga ha principalmente un valore “qui e ora” nel rapporto dell’adolescente con il mondo.

Queste condotte forniscono una serie di informazioni su di sé che consentono all’adolescente di farsi considerare e trattare secondo le sue aspettative, e cioè più adulto, emancipato e in grado di controllare in modo personale ed autonomo la propria vita (ad es. l’immagine di “adultità” legata all’uso di alcol o il fatto sentirsi maggiormente “osservabile” con in mano una sigaretta, tramite la quale tenta di nascondere i propri limiti, ostentando quello che non è, cioè spigliato, audace, raffinato, controllato).

La necessità di riuscire a mantenere o incrementare sentimenti di efficacia personale in situazioni connesse alla produttività personale o all’efficacia sociale sono in grado di facilitare il ricorso a sostanze. (Un esempio è il ricorso all’alcol per affrontare situazioni stressanti o connesse all’efficacia sociale per ridurre o evitare di compiere valutazioni di sé negative dopo esperienze di insuccesso personale).

Le sostanze e l’alcol riducono l’autoconsapevolezza, cioè quello stato di attenzione rivolta a sé in cui gli individui confrontano aspetti del loro sé reale e il sé ideale e conseguentemente la condizione di disagio determinata dalla percezione di una discrepanza sfavorevole.

Molti adolescenti, pur essendo in grado di riconoscere le diverse emozioni che provano, di esprimerle e di capire in che termini influenzano il loro comportamento, non sono però altrettanto in grado di regolare i loro stati emotivi, di produrre nelle situazioni che lo richiedono delle reazioni emozionali positive che minimizzino quelle negative.

Difficoltà o insuccessi nell’affrontare sentimenti di rabbia o di sovrastimolazione possono contribuire a far identificare le droghe come una strategia di autoregolazione efficace che consente di aumentare i sentimenti di controllo personale



2) Acquisizione e affermazione di autonomia

Ad esempio sentirsi autonomi perché si è un fumatore di sigarette, o saper sostenere un’opinione.
Nella ricerca di occasioni concrete in cui verificare il grado di indipendenza emotiva e di autonomia e specificità raggiunti in rapporto ai modelli proposti dai genitori è possibile che l’esperienza con la droga possa rappresentare per gli adolescenti una sfida nei confronti delle norme proposte.

Può essere visto come un mezzo che gli consente di accorciare le tappe del percorso verso la status di adulto e simboleggiare la sua emancipazione dall’infanzia.

A volte l’assunzione di sostanze, per la modalità e quantità, per il fatto di assumere sostanze di cui non conosce la reale composizione o gli effetti ed in dosi massicce assumono la caratteristica di una sfida, di una voglia di messa alla prova estrema in cui, con una fantasia di onnipotenza, l’adolescente presume di poter uscire vincitore.

3) Esplorazione di sensazioni

Bisogno di indagare e sperimentare le nuove possibilità che provengono dalla maturazione sessuale. L’adolescente cerca di provare emozioni nuove, nuovi stati di coscienza, ad esempio con l’uso di sostanze, facendo dei viaggi o ascoltando canzoni e leggendo poesie.

L’adolescenza è il periodo in cui si intensificano il bisogno di ampliare i confini del proprio spazio di vita e la curiosità di adottare nuovi stili di comportamento e sperimentare sensazioni forti, anche ricercando esperienze avventurose ed inusuali; è anche la fase in cui si intraprendono maggiormente comportamenti che implicano un certo grado di rischio. L’esperienza con una droga, per la sua illegalità e potenziale dannosità, costituisce una risposta efficace a tali bisogni.

La maggior parte delle sostanze psicoattive consente di alterare lo stato normale di coscienza, di ottenere cioè sensazioni e stati psicologici percepiti cioè piacevoli o non altrimenti ottenibili.

L’esigenza di modificare ed espandere gli stati di coscienza attraverso l’uso di sostanze non è un fenomeno nuovo: è sempre esistita nella storia dell’umanità e in ogni società, e ha spinto sempre a scoprire e inventare nuove sostanze che permettessero di conseguire lo scopo.

La presenza, oltre che transculturale, negli animali e nei bambini della esigenza di produrre esperienze in grado di alterare i normali stati psichici fa pensare che derivi da un bisogno innato, una caratteristica biologica che ha un potenziale positivo per lo sviluppo psichico dell’individuo e della specie

Sembra che il tratto “sensation seeking” “novelty seeking” (ricerca del brivido e dell’avventura, di esperienze forti, scarsa tolleranza della noia) sia un tratto caratteriale, ci siano cioè individui che per raggiungere un livello ottimale di attivazione abbiano più bisogno di altri di sperimentare sensazioni e di compiere esperienze sempre nuove, variate e complesse e che giungono più velocemente di altre alla noia e insensibilità quando si trovano in situazioni ripetitive.
Avendo più bisogno di ricevere stimolazione dal loro ambiente di vita, se non lo ottengono in modo sufficiente ricercano altre vie, tra cui la droga e altri comportamenti rischiosi



IL BISOGNO DI APPARTENENZA E DI PRESTIGIO

L’adolescenza rappresenta la fase di vita in cui le relazioni con i coetanei sono più intense, frequenti e coinvolgenti. Ciò è in stretta correlazione con un compito di sviluppo cruciale per ogni adolescente, quello di ridefinire la relazione con i genitori raggiungendo una indipendenza emotiva, diventando cioè in grado di assumersi delle responsabilità e di prendere decisioni autonome (riguardo la sessualità, le amicizie, la politica, le scelte lavorative, l’istruzione la salute…)

Nello sforzo di differenziarsi dalle figure adulte significative e di ricercare una propria specificità è necessario avere dei coetanei cui sentirsi simili, con cui sperimentare scelte e comportamenti autonomi, condividere difficoltà e conflitti.

In questa fase diventa intenso il bisogno di sentirsi accettati e stimati.

E’ quindi possibili che per sentirsi accettato e valorizzato in un gruppo di amici che sono già consumatori o che condividono atteggiamenti favorevoli nei confronti della droga diventi disponibile all’uso lui stesso (bisogno di omologazione e appartenenza al gruppo). Questa esperienza oltre ad agevolare l’inclusione al gruppo consente di dimostrare la propria diversità da chi non si cimenta in questa condotta.

Essendo un comportamento non comune permette di farlo sentire più coraggioso, più forte e più libero dai condizionamenti, consentendogli di costruire la propria reputazione, immagine e status nel gruppo ottenendo ammirazione e popolarità dagli altri membri.

L’uso di droga può inoltre svolgere un ruolo in rapporto a pressioni consumistiche; i recenti cambiamenti sociali molto rapidi possono provocare in certi individui la perdita dei punti di riferimento indispensabili per orientare le scelte fondamentali e quelle relative alla vita quotidiana. In questo quadro assume particolare rilievo la diffusa e intensa pressione a ricercare il proprio valore di individui unici attraverso il consumo di beni, di merci, tra le quali le sostanze psicoattive, presentate come via per l’acquisizione di status e prestigio nel proprio ambiente di vita (vedi immagine sociale della cocaina)
In situazioni più estreme, tra chi si coinvolge in modo totalizzante nell’ambiente della droga, in particolare dell’eroina, il consumo può significare la possibilità di acquisire una identità sociale definita e certa, di assumere un ruolo, quello del “drogato” che, seppur socialmente svalorizzato è comunque un ruolo riconosciuto.

IL BISOGNO DI FACILITAZIONE SOCIALE

Le motivazioni “socio-ricreative” all’assunzione di droghe sono le più frequenti.
Il ricorso a sostanze psicoattive enfatizza il senso di cameratismo e di benessere in diverse situazioni sociali, contribuendo a creare un’atmosfera di apertura, facilitando la comunicazione e la condivisione di sentimenti ed esperienze.
E’ riscontrata una stretta relazione tra il tratto timidezza/socievolezza e l’uso di droghe (gli adolescenti timidi ricorrono più frequentemente perché dispongono di minori strategie per interagire in modo soddisfacente nelle situazioni sociali).

IL BISOGNO DI RIDURRE GLI STATI DI DISAGIO E DI REGOLARE LE EMOZIONI

Proprio per le caratteristiche di profonda trasformzione della fase che attraversa l’adolescente può spesso sperimentare, a volte in modo estremamente acuto, sentimenti di incertezza, inadeguatezza, scarsa fiducia in sé stesso, può temere di sbagliare e di non essere all’altezza, di non essere considerato e desiderato.

Quanto più avverte il peso e la difficoltà dell’affrontare e superare i compiti dello sviluppo, tanto più aumenta la probabilità che la droga possa apparire un mezzo per ridurre gli stati psicologici negativi quali ansia, angoscia, incertezza, tensione, depressione, sentimenti di bassa autostima.

L’insieme di queste condizioni può anche riguardare momenti di difficoltà nella vita adulta, fasi dell’esistenza che richiedono eccessiva fatica, impegno sofferenza.
In questo caso la funzione della droga non è quella della ricerca del piacere ma dello stato di anestesia del dolore.

L’abuso e la dipendenza sono spesso in ambito clinico in relazione con quadri depressivi

Il ricorso alla droga può anche essere favorito dal verificarsi nella vita quotidiana di eventi stressanti e traumi (malattia, morte di un congiunto, conflitti nella famiglia, perdita del lavoro e altri eventi di vita).



PERCEZIONE DI CONTROLLO

L’adolescente è in cerca di un controllo personale, non più delegato all’adulto, sulle proprie azioni ad esempio compiere azioni pericolose dimostrando che non si fa travolgere, diete estreme per affermare la capacità di controllo sulla realtà.

Per i consumatori spesso la curiosità si associa al desiderio di entrare in competizione, specie con l’eroina, con una sostanza ritenuta difficilmente controllabile, di sperimentare i propri limiti, di mettersi alla prova.

TRASGRESSIONE E SUPERAMENTO DEI LIMITI

Gli adolescenti cercano di andare contro le regole del mondo adulto per affermare se stessi, la propria autonomia, indipendenza e capacità di decisione. (Ad esempio tornare oltre l’orario stabilito, usare sostanze stupefacenti, trasgredire le convenzioni familiari non partecipando alle vacanze di famiglia e alle feste).

FATTORI DI PROTEZIONE

I fattori di protezione sono un insieme di variabili e caratteristiche della persona e del suo contesto in grado di limitare il coinvolgimento degli adolescenti nel rischio.

Possono agire attraverso la promozione di abilità personali utili per il superamento dei compiti di sviluppo (life skills) e per la promozione di un maggior benessere, o attraverso la riduzione, il bilanciamento o la compensazione dei fattori di rischio.

Sono risorse a cui un individuo può ricorrere nei momenti di necessità. I fattori di protezione sono utili per favorire un risultato positivo anche in presenza di condizioni negative.

Ad esempio fattori generali di protezione sono:

  • disapprovazione della devianza da parte degli adulti significativi;
  • attribuzione d’importanza all’esperienza scolastica da parte dell’adolescente;
  • provare soddisfazione per l’esperienza scolastica;
  • progettare di studiare per molti anni;
  • avere i genitori disponibili e aperti al dialogo;
  • avere genitori che mettono regole chiare e condivisibili e che controllano quanto vengono rispettate;
  • riconoscere i valori legati al rispetto degli altri e delle regole sociali e appartenere a gruppi organizzati che li sostengono.

I fattori di protezione aiutano gli adolescenti ad impegnarsi a raggiungere i loro obiettivi di crescita attraverso strategie e percorsi non lesivi.

Altri fattori di protezione più specifici rispetto all’uso di sostanze, sono:

  • avere un’adeguata percezione del rischio;
  • conoscere le possibili conseguenze negative a cui ci si espone assumendo certi comportamenti (anche se le sole informazioni non sono sufficienti, nelle azioni a rischio sono implicati fattori emotivi, sociali e relazionali);
  • conoscere qual è il rischio della dipendenza e delle conseguenze sul sistema nervoso centrale;
  • impegnarsi nel tempo libero in modo costruttivo (lettura, studio, attività sportive, tempo con la famiglia);
  • stile di vita familiare salutare (non uso di sostanze in famiglia);
  • stile di vita degli amici non trasgressivo;
  • assenza di eccessiva conflittualità tra amici e genitori.

 Può comunque avvenire la sperimentazione delle sostanze, ma spesso c’è un successivo abbandono di esse se lo sviluppo è supportato da questi fattori di protezione, importanti per evitare che l’uso di sostanze diventi una fuga dai conflitti.



FATTORI DI RISCHIO

Generalmente si distinguono in 1)individuali e 2) socio-ambientali
Individuali:
Questi hanno a che fare con la storia personale del soggetto, le caratteristiche di personalità, le esperienze di vita, le modalità emotive e cognitive, le caratteristiche genetiche e neurobiologiche.
Socio-ambientali :
Sono rappresentati dalle caratteristiche del contesto familiare, le abitudini del gruppo dei pari, le reti e il sostegno sociale, l’ambiente culturale in cui l’individuo vive.

Caratteristiche di Personalità e individuali:
Sensation seeking e novelty seeking
: bisogno di nuove sensazioni e nuove esperienze e conseguente propensione ad assumere rischi fisici e sociali per sperimentarle.
Un tale temperamento è caratterizzato “dalla necessità continua di sperimentare sensazioni varie, nuove e complesse”, che si suppone abbiano valenza gratificante. Il prender parte ad attività rischiose che inevitabilmente sono spesso anche associate alle modificazioni fisiologiche tipiche delle condizioni di stress – risulta più elevato in individui che mostrano livelli elevati di novelty seeking
Comprende 4 aspetti fondamentali come la ricerca di avventura e brivido, la ricerca di esperienze nuove, la disinibizione, la sensibilità alla noia con avversione agli eventi ripetitivi

Risk-taking: “assunzione di rischio”, atteggiamento per cui avendo una distorta percezione del rischio il soggetto tende a assumere frequentemente comportamenti rischiosi

Caratteristiche di Personalità e individuali:

  • Comorbilità con i disturbi dell’umore, ADHD (deficit dell’attenzione con iperattività) disturbo antisociale e borderline
  • Locus of contol esterno: L’alessitimia è un disturbo nella capacità di identificare le emozioni e utilizzarle come segnali per interagire con la realtà. Il Locus of control è una variabile psicologica che misura il grado di controllo percepito da ciascun individuo rispetto alla propria vita e agli eventi. La difficoltà di utilizzare le emozioni (ad esempio la paura) come segnali, la difficoltà di simbolizzare e tradurre in parole i conflitti interni e la tendenza ad agire le emozioni direttamente, l’attribuzione di eccesiva importanza al rinforzo e al controllo esterno produrrebbero una ridotta capacità di utilizzare la paura come segnale per impostare strategie di prevenzione rispetto al rischio e una propensione alla tossicodipendenza
  • Livello di autostima , eccessiva timidezza
  • Scarsa performance scolastica , abbandono scolastico

Caratteristiche socio-ambientali

  • Nucleo familiare caotico, o con disturbi psichiatrici
  • Nucleo familiare caratterizzato da comportamenti aggressivi o violenti
  • Eventi che modificano radicalmente la struttura della famiglia (morte, divorzio)
  • Mancata adesione degli adulti alle norme sulle droghe illegali
  • Comportamenti di abuso di alcol tra i genitori
  • Comportamenti di abuso di droghe tra i genitori o fratelli
  • Educazione famigliare caratterizzata da norme eccessivamente rigide o lassiste
  • Scarse aspettative nei confronti dei figli da parte dei genitori
  • Relazioni amicali con coetanei coinvolti in condotte di abuso

COMPORTAMENTO SESSUALE A RISCHIO

Anche il comportamento sessuale può diventare un comportamento a rischio, ma in realtà non lo è di per sé. Un importante compito di sviluppo in adolescenza è infatti la capacità di instaurare rapporti di coppia in grado di coniugare affettività e sessualità e di coinvolgersi in rapporti sessuali paritari, dove l’individualità di ciascuno non subisca nessuna coercizione. Le principali funzioni del comportamento sessuale come compito di sviluppo sono: percepirsi più adulti, esplorare e sperimentarsi, nonché funzioni di rituale e di emulazione del gruppo di pari.
Avere molti partner sessuali già in adolescenza può essere dunque dettato dal desiderio di trasgredire, di sperimentare e/o da un bisogno di adultità esasperato. Il comportamento sessuale promiscuo può essere anche una fuga dalle difficoltà sociali e relazionali, a cui si accompagnano un disimpegno scolastico e una mancanza di progettazione.

Per superare positivamente questo compito di sviluppo, occorrono competenze che vengono costruite nella crescita dall’intreccio tra caratteristiche individuali e opportunità ambientali:

  • saper riconoscere e opporsi ai tentativi di manipolazione;
  • saper controllare i propri impulsi e le proprie emozioni rispettando il partner;
  • saper usare strategie di negoziazione interpersonale in un contesto emotivamente carico;
  • saper comprendere e valutare le conseguenze del proprio comportamento sul piano relazionale e riproduttivo;
  • essere in grado di procurarsi e usare un metodo contraccettivo efficace;
  • saper accettare le nuove sensazioni genitali e saper godere dell’esperienza sessuale.



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