La condizione dell’infanzia nel mondo, 2021 – Nella mia mente, tutelare la salute mentale

La condizione dell’infanzia nel mondo, 2021 – Nella mia mente, tutelare la salute mentale

Report Unicef 2021

La salute mentale al centro.

salute mentale

La pandemia COVID-19 ha sconvolto il nostro mondo, innescando una crisi globale senza precedenti. Ha suscitato una serie di preoccupazioni sulla salute mentale dei bambini dei giovani e delle loro famiglie e ha dimostrato come gli eventi del mondo intorno a noi possono influenzare il mondo dentro la nostra testa.

Ma la pandemia offre anche opportunità per ricostruire una realtà migliore. Rappresenta un’occasione unica per impegnarsi, comunicare e agire per promuovere, tutelare e supportare la salute mentale di un’intera generazione.

Quando la pandemia di coronavirus si è diffusa nel mondo nel 2019, queste potenti emozioni hanno pervaso la vita di milioni di bambini, giovani e famiglie. Soprattutto nei primi tempi, molti esperti temevano che potessero perdurare e danneggiare la salute mentale di una generazione. In realtà, saranno necessari anni prima di poter veramente valutare l’impatto del COVID-19 sulla nostra salute mentale. Perché, anche se il virus risulta meno contagioso, l’impatto economico e sociale della pandemia peserà a lungo su quei genitori che pensavano di aver superato i momenti peggiori, ma che, ancora una volta, si ritrovano a lottare per sfamare i propri figli; sui ragazzi che rimangono indietro a scuola dopo mesi di discontinuità nell’apprendimento e sulle ragazze che l’abbandonano per lavorare nelle fattorie o nelle fabbriche. Le conseguenze della pandemia incombono sulle aspirazioni e sulle aspettative di reddito di una generazione che non ha potuto ricevere un’istruzione continuativa.ii In effetti, il rischio è che gli strascichi di questa
pandemia si ripercuotano sulla felicità e il benessere di bambini, adolescenti e delle persone che si prendono cura di loro per gli anni a venire – rischiando di compromettere le basi stesse della salute mentale. Perché se la pandemia ci ha insegnato qualcosa, è che la nostra salute mentale è profondamente influenzata dal mondo che ci circonda. Lo stato di salute mentale di un bambino o adolescente non riguarda semplicemente ciò che accade nella mente di ognuno, ma risente fortemente delle circostanze -le esperienze con i genitori e con chi si prende cura di loro, le connessioni che si creano con gli amici e le opportunità di gioco, apprendimento e crescita. La salute mentale è anche il riflesso di fattori come povertà, conflitti, malattie e della possibilità di beneficiare di determinate opportunità. Se la correlazione tra questi fattori non era chiara prima della pandemia, certamente non lo sarà neppure adesso.
Una sfida sottovalutata
In effetti, quello che abbiamo imparato è che la salute mentale è una risorsa positiva: è ciò che permette a una bambina di crescere sana con l’amore e il sostegno della sua famiglia, condividendo gli alti e bassi della vita quotidiana. È ciò che permette a un adolescente di parlare e ridere con i suoi amici, di offrire e cercare conforto nei momenti più difficili. È ciò che permette a una giovane donna di dare uno scopo alla propria vita e avere la fiducia in se necessaria per accettare e affrontare le sfide. È ciò che permette a una madre o un padre di sostenere la salute emotiva, il benessere, il legame e l’attaccamento del loro bambino. Lo stretto legame tra salute e benessere mentale e fisico e l’importante ruolo che la salute mentale ha nel determinare i successi o gli insuccessi della vita vengono sempre più riconosciuti, a partire dagli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, che affermano come la salute mentale sia un presupposto fondamentale per un mondo sano e prospero. L’accordo, ratificato dagli stati membri delle Nazioni Unite, attribuisce alla promozione e tutela della salute e del benessere mentale un ruolo di primo piano nell’agenda per lo
sviluppo globale.

Eppure, i governi e le società investono ancora troppo poco nella promozione, tutela e sostegno della salute mentale di bambini, giovani e di chi si occupa di loro. In alcuni dei paesi più poveri del mondo, i governi spendono meno di 1 dollaro pro capite per curare i problemi di salute mentale e anche nei paesi a reddito medio-alto questa cifra si aggira intorno ai tre dollari. Si tratta di cifre decisamente insufficienti per trattare i disturbi mentali di bambini, adolescenti e di chi si occupa di loro – in particolare di coloro con problematiche particolarmente gravi. Il prezzo che paghiamo per questa mancanza di impegno è elevatissimo – circa 387,2 miliardi di dollari all’anno, secondo i calcoli effettuati ai fini del presente rapporto da David McDaid e Sara Evans-Lacko, del Dipartimento di politica sanitaria della London School of Economics and Political Science. Si tratta di 387,2 miliardi di dollari di potenziale umano perso che potrebbe
invece contribuire alle economie nazionali. Il costo in termini di impatto sulla vita reale, tuttavia, è incalcolabile. È evidente nelle famiglie, nelle scuole e nelle comunità in cui avvengono casi di suicidio – la quarta causa di morte tra i giovani dai 15 ai 19 anni.iii Ogni anno, quasi 46.000 bambini e adolescenti tra i 10 e i 19 anni si tolgono la vita – circa uno ogni undici minuti.iv È evidente nelle sfide che gli adolescenti affetti da disturbi mentali (1 su 7, secondo le stime) devono affrontare nella loro vita quotidiana. In particolare, per i ragazzi dai 15 ai 19 anni, il costo può essere calcolato sulla base degli anni di vita persi per disabilità e morte prematura a causa dei problemi di salute mentale – a livello globale, sono più di 2.336 gli anni di vita corretti per la disabilità (DALYS) ogni 100.000 abitanti. v È evidente nella voce dei giovani che raccontano le proprie esperienze di depressione, ansia e disagio generalizzato, che spesso non diventano un vero e proprio disturbo.

Per questa edizione de La condizione dell’infanzia nel mondo 2021, l’UNICEF ha collaborato con i ricercatori del Global Early Adolescent Study della Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health per dare voce ad alcuni di queste adolescenti. In un gruppo di discussione per ragazzi dai 15 ai 19 anni in Giamaica, una ragazza ha dichiarato che, a suo avviso, tutti attraversano periodi di lieve depressione che deriva dalla difficoltà di scoprire “chi siamo davvero”. Il problema, ha continuato, è che questi sentimenti possono essere “rafforzati o alimentati” dalle esperienze che si vivono nel mondo esterno. “Penso che tutto inizi da lì”, ha detto. “Che questo tipo di sentimenti o emozioni diventino gravi
quando vengono trascurate”. In Egitto, in un gruppo di discussione per ragazzi della stessa fascia d’età, una
ragazza ha affermato chiaramente che trascurare i problemi di salute mentale – o, come ha detto lei, “un senso di stanchezza psicologica” -influenzi il futuro dei giovani. “Significa sentire di non riuscire a vivere la vita ed essere incapaci di fare qualunque cosa”. “Anche se sei ambizioso, non sarai in grado di realizzare le tue ambizioni perché ti senti completamente sconfitto a livello psicologico”.

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