EROINA SCHEDA

  OPPIACEI, SOSTANZE PSICOATTIVE

Dronet-In collaborazione con NIDA – National Institute on Drug Abuse – USA

a cura di: dott. Pietro Madera, dott. Oliviero Bosco, dott. Romualdo Mazzi, ed. prof. Fiorenzo Minelli

EROINA

Scheda Eroina– NIDA (National Institute on Drug Abuse) / Dronet – Dowload

EROINA: CHE COS’E’

L’eroina è una sostanza stupefacente semi-sintetica ottenuta elaborando chimicamente la morfina, il principale alcaloide che si ricava dall’oppio grezzo, il succo lattiginoso estratto dalle capsule del “Papaver somniferum” attraverso processi di laboratorio piuttosto semplici. L’eroina si presenta come una polvere finissima o granulare di colore bianco, bruno o rossastro, solubile in acqua e viene assunta per iniezione, ma per inalazione o fumata. Venduta per strada, l’eroina è conosciuta con i nomi di ”roba, gomma, catrame nero”. Dopo un iniziale stato di euforia e rilassatezza, l’eroina provoca malessere e dolori fisici diffusi, generando nel giro di poco tempo una fortissima dipendenza.

EROINA: ORIGINE

L’eroina venne sintetizzata per la prima volta, attraverso l’acetilazione della morfina, nel 1874 dall’inglese C.R. Wright, ma la molecola non venne ritenuta utile e quindi abbandonata. Nel 1897 fu riscoperta da Felix Hoffmann, un chimico che lavorava per la casa farmaceutica Bayer, nell’ambito delle stesso progetto che portò, pochi giorni prima, alla scoperta dell’aspirina. La diacetilmorfina (nome tecnico dell’eroina), nata come farmaco per sedare la tosse, si è subito dimostrata efficace nel calmare il respiro. Il risultato, però, non era dovuto a un reale miglioramento dell’efficacia respiratoria, ma alle capacità sedative sull’intero sistema respiratorio.
Venne commercializzata con il nome di eroina e il suo impiego trovò spazio negli ambiti più disparati; ben presto nelle farmacie erano acquistabili liberamente prodotti a base di eroina.
La velocità e la forza della dipendenza procurate dall’eroina erano però state sottovalutate, e nell’arco di poco tempo la sostanza divenne causa di un’emergenza sanitaria, tanto che già nel 1925 l’Italia pose l’eroina fra le sostanze illegali.

EROINA: DA DOVE VIENE

L’eroina è un derivato della morfina e si ricava quindi dall’oppio estratto dai papaveri. Una delle maggiori zone produttive è sempre stato il cosiddetto Triangolo d’oro nel sud-est asiatico, formato da Birmania, Thailandia e Laos (ma nel quale rientrano anche Cina, Vietnam e Cambogia). Negli anni ’70 l’oppio qui prodotto veniva portato ad Amsterdam per essere raffinato in eroina, e quindi smerciato nel resto d’Europa e del Nord America. Successivamente la lavorazione venne effettuata anche nei Paesi produttori, soprattutto Birmania e Thailandia, che diventarono esportatori diretti di eroina.
Anche grazie ad un aumento dei controlli, la coltivazione nei Paesi del Triangolo d’oro è diminuita, ma al loro posto è subentrata la Mezzaluna d’oro, un territorio compreso tra Iran, Pakistan e soprattutto Afghanistan, che si presenta da solo come il più grande produttore mondiale di oppio illecito. L’Ufficio delle Nazioni Unite Contro la Droga e il Crimine (UNODC) ha stimato che solamente in questo Paese, nel 2007, ne siano state prodotte 8.200 tonnellate, coprendo il 93% della produzione globale di oppio. Dalla Mezzaluna d’oro e dal sud-est asiatico la droga viene poi instradata in Europa soprattutto attraverso la Turchia.

EROINA: ASPETTO

La maggior parte dell’eroina sul mercato illecito si presenta come una polvere fine oppure in piccoli granuli, con un colore che varia dal bianco al marrone chiaro, con odore acre e dal sapore amaro, ed è composta da diverse sostanze miscelate tra loro in percentuali variabili.
Non è raro che venga venduta come una sostanza nera e appiccicosa, comunemente conosciuta col nome di “gomma” o “catrame nero”.

È possibile quindi distinguere diversi tipi di eroina, in base grado di purezza, ma anche per il colore e la forma.

Eroina 1 (H-1)
Non si tratta realmente di eroina ma di morfina grezza, che viene sciolta per essere iniettata.

Eroina 2 (H-2)
Si tratta della base di eroina prima della sua conversione al suo sale idroclorico. Di fatto è una combinazione fra eroina e morfina. Si presenta con colore bianco, o bianco sporco-grigio o marrone scuro, solida o in polvere.

Eroina 3 (H-3)
Questa è l’eroina meno raffinata ed ha una purezza del 30-40%. Viene utilizzata spesso per essere fumata ed è conosciuta anche col nome “brown sugar” per la somiglianza con la zucchero di canna.

Eroina 4 (H-4)
Questo tipo è il più raffinato e puro, con un grado di purezza che arriva fino al 90-98%. Si presenta come una polvere bianca con poco odore e senza adulteranti.

Eroina marrone
Base grezza di eroina: marrone medio, blocchi duri con un odore simile all’aceto prodotti in un processo privo di purificazione (livello di purezza, se non tagliata, del 40-60%).

Eroina “catrame nero”
Si tratta di eroina grezza, principalmente di origine messicana. Il suo colore varia dal marrone scuro al nero, e la consistenza è simile al catrame o al carbone, con un forte odore di aceto. Il livello di purezza si aggira intorno al 30-60%.

EROINA: MODALITA’ D’ASSUNZIONE

L’eroina ha diversi pattern d’abuso e può essere:

  • iniettata
  • inalata o aspirata
  • fumata.

In Italia il metodo d’assunzione più diffuso è l’iniezione, chiamata “buco” o “pera”. L’eroina in polvere viene fatta sciogliere in un cucchiaino d’acqua calda con l’aggiunta di succo di limone (per facilitare la solubilità). In seguito il liquido viene filtrato, per eliminare residui solidi, e iniettato per via endovenosa, o intramuscolare, con una siringa da insulina.
L’eroina viene anche “sniffata” o fumata sotto forma di polvere, oppure bruciata su una lastra per inalarne i fumi. Queste modalità d’assunzione sono scelte per evitare i rischi di infezione legati alle iniezioni, ma anche nell’errata convinzione che conducano meno facilmente alla dipendenza dalla sostanza. L’iniezione endovenosa produce la maggior intensità e il più rapido sopraggiungere dell’euforia (da 7 a 8 secondi), mentre l’iniezione intramuscolare produce un inizio relativamente lento dell’euforia (da 5 a 8 minuti). Quando l’eroina viene inalata o fumata, l’effetto più forte si sente generalmente fra i 10 e i 15 minuti.

Dosaggio
La quantità di una singola dose di eroina può variare molto in funzione dello stesso assuntore; poiché questa droga genera da subito sia assuefazione che tolleranza, i consumatori sono portati ad aumentare gradualmente, ma inevitabilmente, il dosaggio.
Inizialmente una dose media è di circa 5-15 mg.
I consumatori abituali arrivano ad assumere dosi di 100 mg due-tre volte al giorno, per un totale di 250-300 mg.
Una dose di 100 mg per un consumatore non assuefatto può risultare fatale.

EROINA: EFFETTI

Poco dopo l’assunzione l’eroina arriva dal sangue al cervello. Nel cervello, attraversata la barriera ematoencefalica, l’eroina perde i gruppi acetili, si trasforma in morfina e rapidamente si lega ai recettori degli oppioidi.

Effetti immediati
Generalmente chi assume eroina afferma di sentire un’ondata di sensazioni piacevoli, uno “slancio” (rush) o “flash euforico” nell’arco di pochi secondi dall’assunzione. L’intensità dipende dalla quantità di droga che si è assunta e dalla rapidità con cui entra in circolo e ha una durata di pochi minuti. Gli effetti immediati sono quindi piacevoli, come:

  • senso di benessere attraverso la riduzione della tensione, dell’ansietà e della depressione ed euforia;
  • senso di calore, pace e distensione accompagnato da un distacco dagli stress fisici e psichici;
  • effetti analgesici.

Effetti a breve termine
Il rush iniziale, cha ha una durata di pochi minuti, è seguito da una fase caratterizzata da calma, rilassatezza, soddisfazione e distacco da quanto succede all’esterno. Questa fase, che si presenta dopo pochi minuti, è accompagnata da accaloramento della pelle, secchezza della bocca e una sensazione di pesantezza nella estremità che può essere accompagnata da nausea, vomito e forte prurito. Dopo gli effetti iniziali gli assuntori rimangono assopiti per molte ore. Le funzioni mentali si offuscano per l’effetto dell’eroina sul Sistema Nervoso Centrale, che comporta anche un abbassamento della frequenza cardiaca e della respirazione, che diminuisce enormemente, a volte fino al punto di causare la morte. L’effetto si esaurisce entro 2-6 ore dall’iniezione.
Al termine dell’effetto euforizzante iniziale si presentano:

  • costrizione delle pupille “a spillo”;
  • sonnolenza, apatia, difficoltà a concentrarsi, diminuzione dell’attività fisica e psichica;
  • parola “impastata”;
  • prurito insistente;
  • nausea e vomito;
  • l’overdose può condurre a morte per arresto respiratorio.

Effetti a lungo termine
L’assunzione prolungata di eroina comporta una serie di problematiche per il corpo e una progressiva debilitazione fisica.
Anche dopo poche dosi possono presentarsi:

  • costipazione;
  • irregolarità del ciclo mestruale;
  • decremento dell’appetito, con conseguente malnutrizione e perdita di peso;
  • sedazione cronica e apatia;
  • deterioramento dei denti con l’insorgere di carie ed indebolimento delle gengive;
  • riduzione delle endorfine, che interagiscono col sistema di percezione del dolore;
  • infezioni causate dai batteri presenti nell’eroina da strada;
  • danni agli organi interni, in special modo polmoni, fegato e reni;
  • se assunta attraverso iniezione, oltre alle inevitabili ferite, le parti insolubili del liquido possono otturare i vasi sanguinei causando la necrosi delle zone da questi irrorate;
  • se l’assunzione avviene tramite inalazione vengono danneggiate le strutture nasali e insorgono problemi respiratori;
  • rapido sviluppo di tolleranza e dipendenza fisica e psichica, con l’insorgere del desiderio irresistibile di assumere al più presto un’altra dose di droga;
  • la dipendenza dall’eroina spinge a cercare di assumere una nuova dose appena finisce l’effetto della precedente; ma in conseguenza dell’assuefazione, ben presto le sensazioni di artificiale benessere non si presentano più, e si deve assumere la droga semplicemente per restare normali ed evitare le crisi di astinenza;
  • una volta instaurato un legame di dipendenza dalla sostanza, la mancata assunzione può provocare una più o meno grave sindrome di astinenza. Questa si presenta dopo poche ore dall’ultima assunzione con l’insorgere di uno stato di agitazione, seguito da dolori diffusi, crampi, naso gocciolante, tremori, panico, sudorazioni, brividi, diarrea, nausea e vomito. La manifestazione massima dei sintomi si raggiunge fra le 48 e le 72 ore dopo l’ultima assunzione, e possono durare anche fino ad una settimana.

Effetti indiretti
L’assunzione di eroina, oltre ai danni fisici diretti, comporta altre conseguenze per la salute e la vita sociale.Fisici

  • esposizione al contagio di malattie infettive come HIV/AIDS ed epatiti B e C, dovute alla pratica, comune tra gli assuntori attraverso iniezione, di utilizzare la stessa siringa fra più persone;
  • polmoniti, come conseguenza del deterioramento dell’apparato respiratorio;
  • infezioni ai vasi circolatori e alle valvole cardiache, dovute alla presenza di batteri all’interno dell’eroina, che viene lavorata senza il minimo controllo igienico.

Sociali

  • compromissione dei legami famigliari, amicali e lavorativi.
  • Il desiderio incontrollabile e costante di ricercare una nuova dose compromette inevitabilmente i legami personali, poiché ogni rapporto diventa funzionale a procurarsi denaro per acquistare altra eroina;
  • la costante necessità di denaro, spinge i dipendenti verso l’illegalità, arrivando a procurarsi i soldi attraverso prostituzione, spaccio e furti.

POLIABUSO

L’eroina spesso viene assunta assieme ad altre sostanze, in momenti successivi o mescolata in micidiali cocktail. Tra le sostanze più frequenti c’è l’alcol, ma non è rara l’assunzione contemporanea anche di altre sostanze stupefacenti, come cocaina, hashish e amfetamine, o l’abuso di farmaci sedativi. Quest’ultima combinazione risulta particolarmente pericolosa perché gli effetti sedativi dell’eroina vengono potenziati, compresa la diminuzione del respiro e del battito cardiaco, che può arrivare sino all’arresto cardiocircolatorio e quindi alla morte.

Speedball
È il prodotto che si ottiene mescolando l’eroina con cocaina.
Lo scopo è diminuire gli effetti depressivi collaterali procurati dagli oppiacei con uno stimolante come la cocaina. L’effetto di quest’ultima, però, ha durata minore rispetto l’eroina; il pericolo è quindi quello di un’overdose ritardata, che provoca un collasso respiratorio e quindi la morte.

Frisco speedball
Questo è un mix ancora più pericolo del precedente, poiché oltre alla cocaina, viene aggiunto anche un allucinogeno, come l’LSD.

Bombitas
È un cocktail composto da eroina con l’aggiunta di amfetamine e/o caffeina.

Cobret
È un prodotto inalabile, che si presenta in forma di palline marroni, ottenuto interrompendo il trattamento chimico che trasforma l’eroina base in eroina cloridrato. Viene ulteriormente tagliato con altre sostanze come l’hashish, e può provocare danni alla salute ancora più gravi di quelli indotti dalla stessa eroina.

L’assunzione, assieme all’eroina, di altre sostanze che alterino lo stato psicofisico è estremamente pericolosa, perché non si ha nessuna possibilità di prevedere quale sia il risultato finale dell’associazione dei diversi effetti.

EROINA: TRATTAMENTO

La dipendenza da eroina può essere curata con trattamenti definiti “sostitutivi”, in cui sotto controllo medico si assumono dei farmaci che vanno a sostituire l’azione dell’eroina. In Italia i farmaci utilizzati sono metadone e buprenorfina.

Trattamento con metadone
Questo farmaco, se prescritto e utilizzato in modo corretto, non è intossicante né sedativo e prevede il raggiungimento di dosaggi di copertura, chiamati “eroina blocking”, che tolgono all’eroina il suo effetto gratificante e ne annullano i sintomi d’astinenza per almeno 24 ore. L’uso del metadone disincentiva l’assunzione di eroina perché i suoi effetti hanno una durata da quattro a sei volte maggiore della droga, e anche se assunta l’effetto di euforia di quest’ultima viene meno.

Trattamento con buprenorfina
La buprenorfina ha effetti più deboli del metadone, ma riduce il livello di dipendenza fisica dal farmaco in caso di sospensione del trattamento. Questa caratteristiche permettono alla buprenorfina di essere associata in un ampia varietà di trattamenti rispetto ad altri farmaci.

Trattamento con naltrexone
Mentre i primi due farmaci sono sostanze sostitutive degli oppiacei, il naltrexone ha una funzione antagonista e ne impedisce e contrasta l’effetto se vengono assunti. Questo farmaco, i cui effetti durano da 1 a 3 giorni, viene prescritto nell’ambito di programmi di prevenzione delle ricadute in pazienti in fase di astinenza iniziale.

Disintossicazione
Il primo obiettivo della disintossicazione, con il supporto o meno di farmaci, è quello di alleviare i dolori procurati dall’astinenza. Benché di per sé non sia un trattamento contro la dipendenza, è un utile passo se conduce ad un trattamento a lungo termine, come programmi residenziali in comunità terapeutiche della durata di 3-6 mesi.

Terapie comportamentali
Esistono molte valide terapie comportamentali per la dipendenza da eroina, sia residenziali (presso comunità terapeutiche per la durata di diversi mesi) che ambulatoriali. Benché utili anche singolarmente, l’integrazione dei trattamenti comportamentali e farmacologici risulta essere l’approccio più efficace.

EROINA: UTILIZZO CLINICO

L’oppio ed i suoi derivati sono ampiamente utilizzati in medicina:

  • come analgesici (antodolorifici, come la morfina);
  • come calmanti della tosse (codeina);

In alcuni Paesi (come Svizzera e Inghilterra) sono stati avviati progetti di ricerca per le persone dipendenti da eroina, in cui viene utilizzata l’eroina stessa come terapia di mantenimento per i pazienti.

EROINA: SECONDO LA LEGGE

LEGGE 21 febbraio 2006, n.49 (GU n. 48 del 27/02/2006 Suppl. Ordinario n. 45)

1. Sulla base di questa legge e delle tabelle di recente pubblicazione, la quantità massima considerata come uso personale equivale a 250 milligrammi di eroina, punibile con sanzioni amministrative (ritiro della patente, del passaporto, del porto d’armi o del permesso di soggiorno per gli stranieri).

2. Il possesso di quantità di sostanze stupefacenti superiori ai limiti massimi previsti dalla legge è un reato punito con la reclusione da 1 a 6 anni, e una multa da 3.000 a 26.000 euro.

3. La legge prevede la reclusione da 6 a 20 anni, e una multa da 26.000 a 260.000 euro, per chi “coltiva, produce, fabbrica, estrae, raffina, vende, cede, distribuisce, commercia, trasporta, procura ad altri, invia, passa, consegna” sostanze stupefacenti illegali.

Gilberto Gerra, Amir Zaimovic DRONET